"La donna sua è mobile": l’ironica poesia di Luigi Groto sulla volubilità delle donne


"La donna sua è mobile": l'ironica poesia di Luigi Groto sulla volubilità delle donne



Il luogo comune della volubilità della donna ha radici antichissime. Vi proponiamo in esclusiva un sonetto a tema di Luigi Groto che Tintoretto omaggiò con un ritratto. Nella giornata della festa della donna, perché non riderci sopra?



Hor sta, or corre, or getami, or ricolge,
Hor m’ancide, or m’avviva, or m’odia, or mi ama,
or mi frena, or mi sferza, or caccia, or chiama,
or m’assolve, or mi danna, or lega or sciolge.



Or m’alza, or preme, or sdegnami, or m’accolge,
or m’affida, or dispera, or spreza, or brama,
or mi unge, or punge, or lodami, or m’infama,
or mi promette, or nega, or dona, or tolge.



Or mi ange, or molce, or m’ammorza, or mi accende,
or fugge, or torna, or mostrasi, or s’asconde,
or m’impiaga, or mi sana, or lascia, or prende.



Or arde, or gela, or tace, or risponde,
Or m’indubbia, or mi accerta, or fura, or rende,
Questa donna più mobil, che le fronde.



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