L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Gian Paolo Masone

La questione sulla sua candidabilità alle elezioni del 2027, dopo una serie di fiammate (con qualche lieve ustione, Askatasuna in primis) nei mesi scorsi, è sembrata volutamente “silenziata” dalla coalizione che lo sostiene; quasi una tacita strategia di estraniazione dal contesto, per contribuire al rilancio di un’immagine più empatica nei rapporti con i torinesi. Operazione più che legittima e comprensibile, ma che si giustifica sul piano politico solo a patto che la polvere non si metta sotto il tappeto. Di qui una ripresa sulla questione, perché sarebbe un grave errore sottostimare gli inciampi che oggi come ieri si frappongono sulla strada verso una possibile rielezione di Stefano Lo Russo a sindaco di Torino. Inciampi che rendono il cammino tutt’altro che agevole. È opportuno analizzare, seppur brevemente, le principali criticità che si frappongono tra il sindaco uscente e la riconferma alla guida di Torino.
