{"id":225,"date":"2024-03-04T10:06:13","date_gmt":"2024-03-04T09:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=225"},"modified":"2024-03-04T10:06:45","modified_gmt":"2024-03-04T09:06:45","slug":"il-futuro-e-decrescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2024\/03\/04\/il-futuro-e-decrescita\/","title":{"rendered":"Il Futuro e\u2019 Decrescita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matthias Schmelzer Andrea Vetter Aaron Vansitjan<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Futuro e\u2019 Decrescita<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Guida per un mondo post-capitalista<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ledizioni 2023<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matthias Schmelzer<\/strong> \u00e8 uno storico economico, teorico sociale e attivista climatico residente a Berlino. Lavora all&#8217;Universit\u00e0 Friedrich-Schiller di Jena ed \u00e8 attivo in diverse reti e movimenti socio-ecologici. Ha pubblicato L&#8217;egemonia della crescita e Degrowth in Movement(s).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aaron Vansintjan<\/strong> vive a Montreal e scrive di cibo, citt\u00e0, politica ed ecologia. \u00c8 il co-fondatore di Uneven Earth, un sito web incentrato sulla politica ecologica. \u00c8 stato pubblicato su The Guardian, Briarpatch Magazine, Red Pepper, Truthout, Open Democracy e The Ecologist.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andrea Vetter<\/strong> \u00e8 un ricercatore di trasformazione, attivista e giornalista, che utilizza la decrescita, i beni comuni e l\u2019eco-femminismo critico come strumenti. Insegna design della trasformazione presso l&#8217;Universit\u00e0 d&#8217;Arte di Braunschweig. \u00c8 redattrice della rivista Oya e vive ed \u00e8 cofondatrice della House of Change, uno spazio rurale transregionale per l&#8217;arte, l&#8217;apprendimento e la co-creazione nella Germania orientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola decrescita viene definita nella prefazione al libro una parola bomba, che nessun politico pronuncerebbe in campagna elettorale dal momento che \u00e8 attivit\u00e0 comune valutare la salute dell\u2019economia dalla crescita del PIL. Luca Mercalli nella post prefazione osserva che \u201cse come specie vogliamo evitare di essere spazzati via dai nostri stessi eccessi, bisogna convincersi che \u00e8 necessario mettere a dieta il nostro sistema economico. Bisogna consumare meno, riciclare di pi\u00f9, puntare sulle energie rinnovabili e mettere in discussione la crescita \u2013 anche quella demografica, pur rimanendo alla larga da ciniche conclusioni malthusiane \u2013 quale obiettivo unico della nostra specie: un mondo limitato non pu\u00f2 sostenere una crescita illimitata\u201d. Il libro analizza la decrescita sviluppando alcuni concetti elaborati durante la recente epidemia COVID-19; 1) Abbandono dello sviluppo incentrato sulla crescita del PIL aggregato ma distinguendo settori che possono crescere e necessitano investimenti (sanit\u00e0, servizi pubblici essenziali, istruzione ecc.) e settori che devono decrescere in modo sostanziale (fossili e sistemi di marketing pubblicitario). 2) Un sistema economico incentrato sulla ridistribuzione, che stabilisca un reddito di base universale radicato in un sistema di politiche sociali, una forte tassazione progressiva di redditi, profitti e patrimoni, una riduzione dell\u2019orario di lavoro e la condivisione del lavoro, e che riconosca il valore intrinseco del lavoro di cura e di servizi pubblici essenziali come la salute e l\u2019istruzione. 3) Trasformazione dell\u2019agricoltura nell\u2019ottica di un\u2019agricoltura rigenerativa basata sulla conservazione della biodiversit\u00e0. 4) Riduzione dei consumi e degli spostamenti, con un cambiamento drastico da un modello di consumo e mobilit\u00e0 improntato al lusso e allo spreco a uno basato su essenzialit\u00e0, necessit\u00e0, sostenibilit\u00e0 e soddisfazione. 5) Cancellazione del debito, in particolare per i lavoratori e i proprietari di piccole imprese e per i paesi del Sud del mondo (sia da parte dei paesi ricchi che da parte delle istituzioni finanziarie internazionali). In sintesi quindi la decrescita parte dal fatto che un ulteriore crescita economica nei paesi industrializzati \u00e8 insostenibile. \u201cCi\u00f2 che distingue pi\u00f9 chiaramente la decrescita da altre proposte socio-ecologiche \u00e8 la politicizzazione del metabolismo sociale e le relative ramificazioni di politica pubblica\u2026..mentre le proposte di Green New Deal tendono a enfatizzare questa spinta agli investimenti e la crescita di tutto ci\u00f2 che \u00e8 sostenibile, la decrescita pone anche e almeno altrettanto rigorosamente l\u2019attenzione sulle molte cose a cui si dovr\u00e0 rinunciare. Per dare vita a un\u2019economia equa e sostenibile a livello globale occorrer\u00e0 infatti smantellare vaste aree di produzione e consumo, sostituendole con sistemi diversi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Porre fine al perseguimento della crescita non significa puntare al collasso o alla recessione ma individua nella sua realizzazione un processo democratico di trasformazione in una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, sostenibile e caratterizzata da una minore intensit\u00e0 materiale ed energetica. Per gli autori del libro la decrescita non \u00e8 solo un paradigma di ricerca scientifica ma anche un progetto politico, ma soprattutto la decrescita non vuol dire recessione economica. \u201cLa decrescita \u00e8 l\u2019opposto della recessione: le recessioni sono involontarie, mentre la decrescita \u00e8 pianificata e intenzionale; le recessioni accrescono le disuguaglianze, la decrescita mira a ridurle; le recessioni in genere portano a tagli nei servizi pubblici, mentre la decrescita propone di de-mercificare beni e servizi essenziali; le recessioni spesso causano l\u2019abbandono di audaci politiche di sostenibilit\u00e0 al fine di riavviare la crescita, mentre la decrescita \u00e8 esplicitamente a favore di una trasformazione rapida e decisiva\u201d. In sostanza la decrescita mira a una societ\u00e0 in cui il benessere sia mediato meno da transazioni di mercato capitalistiche, valori di scambio o consumi materiali, e pi\u00f9 da forme collettive di approvvigionamento, valori d\u2019uso e relazioni appaganti, significative e conviviali. Un principio di giustizia globale che mira a decolonizzare il Nord del mondo per fare spazio al Sud, attraverso una giustizia riparativa e trasferimento di risorse tecnologie e denaro. In sintesi la decrescita tiene insieme questioni sociali, culturali ed ecologiche, proponendo in questo modo nuove possibili risposte alle pressanti domande del XXI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro \u00e8 sostanzialmente diviso in due parti: la prima \u00e8 dedicata a un\u2019analisi storica del concetto di crescita con un\u2019analisi delle critiche ad essa rivolte, mentre gli autori partono dall\u2019idea che la decrescita non \u00e8 solo una critica ma una proposta visionaria, un programma politico, con proposte, per gli autori, visionarie abbinate a pratiche di resistenza e modi di vita alternativi da realizzare subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli autori la crescita pu\u00f2 essere intesa come materializzazione del processo di accumulazione capitalistica, e serve a giustificare la convinzione che sia naturale, necessaria e positiva e sia associata all\u2019idea di progresso e all\u2019emancipazione. Ma la crescita \u00e8 anche un processo materiale che trasforma il pianeta minando la crescita dalle sue fondamenta. \u201cLa \u201ccrescita economica\u201d descrive quindi non solo l\u2019aumento e l\u2019accelerazione dell\u2019economia di produzione monetaria \u2013 quella misurata mediante il PIL \u2013 ma anche un ampio processo materiale, sociale e culturale composto da dinamiche di espansione reciprocamente costitutive. Questo processo di espansione ha trasformato la vita su questo pianeta \u2013 e il pianeta stesso \u2013 negli ultimi cinque secoli\u201d. Tuttavia la crescita non appare solo come immensa accumulazione di merci, il flusso continuo espansivo di oggetti ed esseri mercificati e i rapporti sociali che li rendono possibili. Anche gli ambienti in cui viviamo non ne escono indenni per la continua richiesta di energia fossile, spingendo il pianeta oltre i limiti indicati dagli scienziati L\u2019egemonia della crescita ha trasformato radicalmente le funzioni, gli scopi e la legittimit\u00e0 dello Stato, vincolandoli tutti alla crescita e quindi all\u2019economia. \u201cQuale futuro per la crescita, dunque? Ovviamente, nessuno lo sa. Ma l\u2019idea che l\u2019economia globale continui a crescere al 3% ogni anno, tenendo cos\u00ec fede alle proiezioni e alle aspettative di ci\u00f2 che \u00e8 considerato la \u201cnorma\u201d in economia e nel dibattito pubblico, potrebbe rivelarsi non solo un incubo, ma anche un\u2019illusione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella parte centrale del libro gli autori individuano e commentano 7 critiche alla crescita che negli anni si sono sviluppate. La decrescita pu\u00f2 essere intesa come convergenza di sette critiche (riportate in tabella) in una visione olistica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"432\" height=\"661\" src=\"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-226\" srcset=\"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image.png 432w, https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-196x300.png 196w, https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-300x459.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la critica alla crescita gli autori analizzano le varie proposte di decrescita proponendo una definizione: \u201cLa decrescita \u00e8 pi\u00f9 di ogni altra cosa un \u201cmovimento in movimento\u201d e va considerata un termine ombrello per movimenti e strutture di sinistra. Ciononostante, si contano vari tentativi di definire ci\u00f2 che costituisce una societ\u00e0 della decrescita. Per cominciare, la decrescita si pu\u00f2 definire in linea generale come la proposta di una societ\u00e0 futura, un obiettivo verso cui lavorare\u2026..La decrescita propone come alternativa una riorganizzazione radicalmente democratica delle strutture politiche ed economiche delle societ\u00e0 industrializzate, con l\u2019obiettivo di ridurre drasticamente il consumo di risorse e di energia, promuovendo al contempo una vita degna per tutti . . . La decrescita presuppone cambiamenti fondamentali nelle pratiche sociali quotidiane e una profonda trasformazione culturale, sociale ed economica che trascenda il modo di produzione capitalistico\u201d. Ma come possiamo produrre le basi materiali necessarie per garantire a tutti una vita degna andando oltre la crescita, l\u2019accelerazione e la competizione? Per rispondere a questa domanda, il movimento decrescita si concentra su tre dimensioni: giustizia sociale, democrazia e benessere indipendente dalla crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel libro vengono riassunte in 6 \u201ctraiettorie specifiche\u201d le proposte dei vari gruppi decrescitisti: (1) la democratizzazione dell\u2019economia, ossia consolidamento dei beni collettivi, economia solidale e democrazia economica; (2) la sicurezza sociale, la redistribuzione e i limiti di reddito e ricchezza; (3) la tecnologia conviviale e democratica; (4) la redistribuzione e la rivalutazione del lavoro; (5) l\u2019equo smantellamento e la ricostruzione della produzione; (6) la solidariet\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;ultimo capitolo del libro gli autori propongono una strategia concreta di decrescita fornendo anche esempi iniziali gi\u00e0 attuati. Sintetizzano la proposta finale partendo dalle idee del sociologo Erik Olin Wright, che ha riflettuto su come risolvere queste tensioni in una visione unitaria. Wright ha coniato il termine \u201cutopie reali\u201d per descrivere strategie di emancipazione che, pur se nate all\u2019interno del capitalismo, sono pensate per superarlo. \u201cEgli distingue tre strategie di trasformazione che non si escludono a vicenda: le strategie interstiziali (istituzioni alternative realmente esistenti, come le cooperative e le associazioni del territorio) consentono di sperimentare cambiamenti alle istituzioni, alle infrastrutture o alle forme di organizzazione sociale infilandosi nelle crepe del capitalismo. Mediante un processo di metamorfosi, l\u2019insieme di queste esperienze pu\u00f2 quindi apportare cambiamenti qualitativi alle dinamiche e alle logiche su cui si regge il sistema egemonico. Le strategie simbiotiche mirano a creare forme di cooperazione tra diverse forze sociali al fine di conseguire riforme e miglioramenti concreti che vadano a modificare il sistema sociale nel lungo periodo; ci\u00f2 avviene di norma all\u2019interno dei sistemi politici tradizionali. Infine, con strategie di rottura Wright si riferisce a movimenti di massa che tentano di sovvertire il sistema sociale dominante con impeto rivoluzionario abbattendo o conquistando lo Stato. Se strategie di rottura su vasta scala (\u201crivoluzione\u201d) sono raramente evocate nel contesto della decrescita, le strategie interstiziali e simbiotiche sono invece frequentemente discusse, anche se sistematicamente giustapposte\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matthias Schmelzer Andrea Vetter Aaron Vansitjan Il Futuro e\u2019 Decrescita Guida per un mondo post-capitalista Ledizioni 2023 Matthias Schmelzer \u00e8 uno storico economico, teorico sociale e attivista climatico residente a Berlino. 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