{"id":564,"date":"2025-03-06T09:00:54","date_gmt":"2025-03-06T08:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=564"},"modified":"2025-03-06T09:08:37","modified_gmt":"2025-03-06T08:08:37","slug":"ii-cap-essere-credibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2025\/03\/06\/ii-cap-essere-credibili\/","title":{"rendered":"Diario minimo: II\u00b0 cap. &#8211; Essere credibili"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(prosegue 2)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Vice presidente Granata ha precisato come il risultato di quella Settimana sociale non \u00e8 arrivato per caso &#8220;non \u00e8 stato un miracolo dello Spirito Santo&#8221;&#8230;&#8221;\u00e8 stato il metodo a far la differenza. Un terzo di uomini, un terzo di donne e un terzo di giovani&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel frangente, scusate se ci ricasco, mentalmente, non ho potuto fare a meno di rivedere un&#8217;immagine di un video di una teca RAI. In primo piano c&#8217;\u00e8 un collaboratore e sostenitore di La Pira. Ricordava il Sindaco quando, nel 1964, continuava ad affidarsi alla Madonnina, per far s\u00ec che quella sua Giunta, la prima a connotazione centro-sinistra non venisse sfiduciata. Egli gli diceva sconsolato:\u201dMa Sindaco in Consiglio non c&#8217;\u00e8 la Madonnina a votare!\u201d. In \u201cLa vita in sintesi di Giorgio La Pira\u201d della Fondazione Giorgio La Pira di Firenze, si legge: 1945 Eletto Deputato all&#8217;Assemblea Costituente. 1951-56 Sindaco per la prima volta ( si dimette da Deputato). 1956-57 La crisi della maggioranza centrista porter\u00e0 allo scioglimento della Giunta. 1958 Nuovamente eletto alla Camera dei Deputati. 1960- 64 Sindaco per la terza volta). Quel <em>pesciolino rosso <\/em><em>nell&#8217;acquasantiera<\/em> o <em>comunista bianco, <\/em>come veniva etichettato, sembrava, nei giorni che precedettero le sue dimissioni, dovesse esser proprio arrivato alla frutta. Cos\u00ec Fioretta Mazzei, la sua storica e pi\u00f9 che segretaria, (la vera ed effettiva fu Antinesca Rabissi Tilli) amica e confidente \u2013 dir\u00e0 lucidamente di quelle tristi ore :&#8221;non \u00e8 riuscito a rielaborare la perdita del potere&#8221;. In quell&#8217;angustiante periodo, che va dal &#8217;62 al &#8217;65, Giorgio La Pira, comparse davanti ai giudici, sub\u00ec calunnie e insinuazioni. Per lui che era uno spirito contemplativo, ma anche uomo dell&#8217;operare e che della Politica aveva fatto veramente un Servizio, fu un&nbsp; vero dramma. Il tempo, per\u00f2, a volte per noi cos\u00ec incommensurabile, ( sempre c.s. 1965 Impegno per la pace in Vietnam. Viaggio ad Hanoi. 1967-1975 Intensa attivit\u00e0 internazionale.) ha continuato a dargli ragione e lustro. Nel novembre 1965 dialoghera\u2019 con Ho Chi Minh. In quel viaggio sar\u00e0 accompagnato da un giovane Mario Primicerio, che poi scriver\u00e0 di quei giorni. E quella Dicc\u00ec che era stata cos\u00ec importante per la ricostruzione del Paese e di cui l&#8217;America si fidava, anni dopo, e per l&#8217;ennesima volta, si far\u00e0 avanti e andr\u00e0 a cercarlo. Egli, \u00e8 da dire, non aveva mai avuto la tessera del Partito della Democrazia Cristiana che lo ricandider\u00e0 nuovamente per le elezioni politiche del 1976, e nel luglio risulter\u00e0 eletto come Deputato della Repubblica. Il suo corpo per\u00f2, ormai, fisicamente provato e debilitato,non regger\u00e0 e Giorgio La Pira, l&#8217;individuo del dialogo e delle relazioni, il testimone di pace, il laico cristiano siciliano, il Sindaco santo, come qualche toscanaccio lo irrideva, conosciuto nel mondo, si spegner\u00e0, a 73 anni, dopo neanche 6 mesi dal nuovo incarico parlamentare, di sabato, nella notte senza vespri, il 5 novembre del 1977.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conclusioni -ha continuato Elena GRANATA- a cui i convenuti sono giunti quest&#8217;estate, in quella Settimana rimarcano la necessit\u00e0 di un impegno pi\u00f9 visibile da parte dei cattolici laici nelle istituzioni. \u201cSi badi bene -ha sottolineato- non un nuovo partito, ma una presenza pi\u00f9 attiva dei cattolici impegnati in politica&#8221;&#8230;. &#8220;Bisogna riappropriarsi delle palestre della democrazia, avendo un modo di parlare nuovo. Non com&#8217;eravamo, ma ci\u00f2 che possiamo essere, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 fame e sete di Politica che non si trova nei luoghi ordinari\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dialoga con lei Lorenzo BECCHETTI, economista e professore ordinario di Economia politica .a Tor Vergata.&nbsp; E questi interviene affermando:&#8221;Se \u00e8 necessaria una dovuta attenzione ai media, occorre attrezzarsi con un piano B. La storia del pensiero occidentale, prosegue, procede per azioni e reazioni&#8221;. Nel XVIII secolo ha fatto scuola il motto Libert\u00e9, egalit\u00e9\u2019, fraternit\u00e9\u2019 e se si pu\u00f2 dire che, lungo i secoli, i diversi movimenti politici hanno prestato attenzione ai primi due termini , il terzo \u00e8 stato lasciato in disparte. Ma da diversi anni in qua le parole di Papa Bergoglio, il cui magistero sin da subito si \u00e8 concentrato sui pi\u00f9 indifesi e deboli, ha continuato a orientarsi su quella che egli stesso, ha denominato la &#8220;cultura dello scarto&#8221;. Con l&#8217;enciclica &#8220;Fratelli tutti&#8221; ha indicato la direzione. &#8220;Noi \u2013 continua BECCHETTI- nasciamo da una relazione&#8221;. Gli sviluppi scientifici dell&#8217;odierna psicologia ci spiega come funzionano i nostri neuroni a specchio.&#8221;&#8230;.La&nbsp; nostra \u00e8 un&#8217;intelligenza relazionale, i sentimenti con cui ci plasmiamo non solo solo positivi, perch\u00e8 in noi c&#8217;\u00e8 anche invidia, gelosia&#8221;&#8230; &#8220;Possiamo creare vuoto o cooperazione&#8221;. Papa Francesco, che crede nella cooperazione, ha messo in atto un percorso, un processo nuovo, chiamando a sedersi intorno a un tavolo, i Premi Nobel del mondo, affinch\u00e9 parlassero e si confrontassero tra loro per discutere dei problemi pi\u00f9 scottanti che segnano il futuro dell&#8217;umanit\u00e0, dal clima, alle disuguaglianze sociali, all&#8217;intelligenza artificiale. &#8220;Non dobbiamo aver paura di essere felici&#8221;. Ai liberi e forti di don Sturzo, oggi, dobbiamo aggiungere, <em>generativi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il coordinatore PIZZUL incalza entrambi i relatori &#8220;&#8230; bisogna essere una squadra? Creare un processo, affinch\u00e8 possa accadere qualcosa di nuovo per il futuro?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risponde Elena GRANATA. La Politica \u00e8 invasa da linguaggi diversi e se funziona l&#8217;intelligenza connettiva si provoca qualcosa di inedito, un pensiero alto, diverso dalla politica del&#8217; 900 che&nbsp; faceva leva su un vecchio modello. In una breve sintesi 1) Per troppo tempo si \u00e8 rimasti rintanati nel pre-politico. Bisogna mettere le mani in pasta; 2) Assistiamo a uno scollamento tra i saperi. C&#8217;\u00e8 un mondo delle comunicazioni e un mondo dove si prendono le decisioni&#8230;il nuovo sistema prevede &#8220;un pensiero collaborante che nasce dal mondo reale e va nel mondo alto&#8221;; 3) Il Papa quando parla, quando scrive, \u00e8 politico. Tutti siamo chiamati alla Politica, dobbiamo rialfabetizzarci alla Politica e non si pu\u00f2 parlare con parole vecchie. C&#8217;\u00e8 bisogno di parole nuove&#8221;. Quello che si va a profilare \u00e8 uno scenario grandemente liberatorio. Tuttavia senza le donne, senza i (pochi)&nbsp; giovani manca un pezzo di questa storia. E&#8217; da loro che emerge il coraggio e la speranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;La speranza siamo noi&#8221; <\/em>Queste parole \u2013 lo interrompe PIZZUL- erano di frequante pronunciate da Davide Sassoli, che \u00e8 mancato il 21 dicembre di tre anni fa. Sassoli \u00e8 stato un grande costruttore di relazioni e di Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">,&nbsp;Interviene nuovamente BECCHETTI. &#8220;La speranza&#8221;. E&#8217; da l\u00ec che siamo partiti in questo nuovo processo, dalle buone pratiche alla Polis. Abbiamo preso ad esempio la Povert\u00e0 (ex Commissione Saraceno). C&#8217;\u00e8 bisogno di una <strong>misura<\/strong><em>. <\/em>1)Il tempo che occorre; 2) quale tipo di lavoro espletare; e3) di chi ti prendi cura. Un altro esempio, la Comunicazione. Ormai siamo degli <em>anfibi<\/em>, met\u00e0 reali e met\u00e0 virtuali. Non pu\u00f2 esserci un monopolio e occorre dar vita a una comunit\u00e0 educante digitale quindi a chi il compito della prima pagina dei social?. Ancora, sulla Sanit\u00e0, quando si \u00e8 di fronte al caldo torrido: chi muore? Il metro deve riguardare medico e famiglia. Altro tema: la questione demografica. A breve su 9 persone 4 saranno giovani e mancheranno i lavoratori. Quelli che vengono dall&#8217;estero quali tipi di lavoro sanno fare? Un altro aspetto, le relazioni tra il nord e il sud del mondo, nell&#8217;anno del Giubileo prendere in considerazione il debito dei paesi poveri, investire sulla transizione ecologica con mediazione multilaterale. &#8220;Questi alcuni degli argomenti di cui ci siamo appassionati. E che sono collaterali al civismo e alla partecipazione attiva&#8230;Questo \u00e8 il momento di lavorare insieme&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PIZZUL fa il punto &#8220;La politica ha un limite, \u00e8 limitata. E la democrazia del partitismo rischia di soffocare. C&#8217;\u00e8 un necessario bisogno di corpi intermedi. Con questa prospettiva invita a parlare Ernesto Maria RUFFINI che, dimessosi anticipatamente, a met\u00e0 dicembre ha rimesso il mandato di direttore dell&#8217;Agenzia delle Entrate. A lui il compito di chiudere la prima sessione, il primo panel, della mattinata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha esordito RUFFINI dicendo che anche se in questa giornata a Brescia, Milano e Orvieto si ricorda la costituzione del Partito popolare di don Sturzo,\u201c&#8230; oggi \u00e8 un giorno come un altro. La storia continua sempre e si costruisce passo dopo passo. Non annunci, n\u00e9 una nuova storia identitaria con rigide etichette. Nessuna identit\u00e0 pu\u00f2 essere rigida, altrimenti muore\u2026L&#8217; intento di questo giorno non \u00e8 il lancio di un nuovo partito, n\u00e9 la nascita di una corrente, n\u00e9 l&#8217;avvio di uno spazio geometrico. Chi si riconosce in questo consesso vuole porsi come sale e lievito della societ\u00e0, ingredienti questi di cui si pu\u00f2 sentire la mancanza senza coprire gli altri sapori&#8221;\u2026 E sono venuto qui per parlare di Politica di Paese con ricerca del bene comune, in cui noi siamo inseriti, senza pregiudizi e senza preconcetti. Il nostro Paese appartiene a tutti\u2026Nessuno di noi \u00e8 depositario di verit\u00e0. In Politica non si va avanti per forza d&#8217;inerzia, ma con decisioni precise e condivise. Oggi si constata un atteggiamento politico vecchio, che fa perdere fiducia nella partecipazione. <strong>Prima responsabilit\u00e0 \u00e8 portare al voto<\/strong>. Non \u00e8 una conta e non si pu\u00f2 escludere la met\u00e0 di chi non vota\u201d&#8230;&#8221; La Politica \u00e8 la pi\u00f9 alta forma di carit\u00e0, non \u00e8 cosmesi, ma confronto con mezzo Paese\u201d. Urge andare a cercare \u201cchi ha smesso di trovare nella politica la risposta alle proprie speranze&#8221;&#8230; &#8220;Questa \u00e8 la democrazia: ascoltare i bisogni. Il <strong><em>bene comune <\/em><\/strong>\u00e8 troppo importante. Nessuno di noi ha la ricetta. L&#8217;ingrediente che oggi un cattolico pu\u00f2 portare in Politica \u00e8 il considerare l&#8217;altro non un nemico, ma un interlocutore con cui ha comuni corresponsabilit\u00e0. La visione da avere dev&#8217;essere larga, condivisa e tanto ancora si pu\u00f2 fare&#8221;&#8230;. Tanto c&#8217;\u00e8 da dire e da ascoltare su: clima, giovani,spopolamento,aree interne, equit\u00e0 fiscale, crisi dell&#8217;educazione, ruolo delle donne, visto anche l&#8217;emergente maschilismo. Serve dunque pi\u00f9 generosit\u00e0 da parte di ognuno di noi, declinati a essere non numeri primi, ma numeri due. I <em>liberi e forti&nbsp; <\/em>a cui si rivolgerebbe don Sturzo non sono superuomini, ma uomini che hanno la visione di legami con la persona. Ma non di legami che mortificano questa, avvinghiandola a modelli neofeudatali e piegandola a quel mondo. Davide Maria Sassoli, oggi, gi\u00e0 citato, ammoniva dicendo: &#8220;Se vinci con la destra \u00e8 la destra che vince&#8221;. In questi tempi in cui le parole non difettano, bisogna aver cura delle parole. Poche parole, amicizia, amore e pace ,per avvicinare gli altri a noi. E concludo, con le parole di Rosario Livatino: alla fine dei nostri giorni la domanda non \u00e8 se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima dell&#8217;avvio del 2\u00b0 panel a salire sul palco \u00e8 il Sindaco di Milano Beppe SALA che esplicita il suo tormento. &#8220;In politica io voglio vincere, non sono un&#8217;anima bella. Se si continua cos\u00ec la sconfitta \u00e8 ineluttabile. Oggi c&#8217;\u00e8 un enclave che tende a condividere un pensiero politico. Noi dobbiamo avere il coraggio di parlare altrove, come hanno gi\u00e0 detto Maria Pia e Ruffini. La politica se \u00e8 egoismo \u00e8 un disastro. Non manca la domanda, manca l&#8217;offerta e noi siamo qui per tutti noi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ( continua in 3 )<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(prosegue 2) La Vice presidente Granata ha precisato come il risultato di quella Settimana sociale non \u00e8 arrivato per caso &#8220;non \u00e8 stato un miracolo dello Spirito Santo&#8221;&#8230;&#8221;\u00e8 stato il metodo a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,4],"tags":[],"class_list":["post-564","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-documenti","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=564"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":566,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/564\/revisions\/566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}