{"id":608,"date":"2025-04-16T10:12:00","date_gmt":"2025-04-16T08:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=608"},"modified":"2025-04-16T10:49:44","modified_gmt":"2025-04-16T08:49:44","slug":"dalla-televisione-ai-social-una-nuova-mutazione-antropologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2025\/04\/16\/dalla-televisione-ai-social-una-nuova-mutazione-antropologica\/","title":{"rendered":"Dalla televisione ai social: una nuova mutazione antropologica?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pubblicato su &#8220;La Repubblica&#8221; del 9 Aprile 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Massimo Recalcati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Secondo Pasolini l\u2019ingresso della televisione nelle case degli italiani era<br>stata una delle cause non secondarie della grande mutazione antropologica<br>che aveva trasformato il popolo da un insieme politico di cittadini ad un<br>insieme commerciale di consumatori. Non solo la societ\u00e0 dei consumi<br>trovava nella televisione il suo strumento elettivo di promozione, ma lo<br>spettatore era costretto ad assumere nei suoi confronti una posizione<br>necessariamente passiva. Il messaggio era a senso unico e non dava luogo a<br>nessuna possibilit\u00e0 di interazione. Di qui l\u2019accusa pasoliniana relativa<br>all\u2019esistenza di un nuovo fascismo che imponeva i suoi comandi senza<br>bisogno di usufruire di un potere autoritario e repressivo, ma per la via<br>edonistica di una seduzione permissivista. Lo spettatore rappresentava la<br>forma pi\u00f9 pura del consumatore costretto a ingoiare passivamente valanghe<br>di messaggi e di offerte che avevano come denominatore comune lo<br>spegnimento della sua capacit\u00e0 di iniziativa critica. La televisione diveniva<br>cos\u00ec lo strumento di propaganda di un neo-totalitarismo che aveva trasferito<br>il potere dal sovrano agli oggetti di consumo. Un potere che plasmava corpi<br>e cervelli dei suoi fruitori uniformandoli conformisticamente ai modelli<br>valoriali imposti dal nuovo regime. Gli psicoanalisti hanno visto nell\u2019et\u00e0<br>dove la televisione imperava nelle nostre case una sorta di conferma della<br>tesi relativa al declino dell\u2019autorit\u00e0 paterna e allo smarrimento pi\u00f9 generale<br>del discorso educativo. La televisione aveva preso il posto di genitori<br>sempre pi\u00f9 distratti o assenti, incapaci di svolgere il proprio ruolo.<br>L\u2019affermazione progressiva della rete e dei social sta profondamente<br>ridimensionato questo quadro. E non solo perch\u00e9 i giovani oggi non<br>guardano pi\u00f9 la televisione. Quello che i social hanno modificato \u00e8<br>innanzitutto il carattere necessariamente passivo dello spettatore. Il nuovo<br>schermo social \u00e8 infatti strutturalmente movimentato. Tutto si consuma in<br>maniera accelerata. Non c\u2019\u00e8 tanto l\u2019ipnosi televisiva \u2013 che richiede tempo \u2013<br>ma lo sprofondamento in una realt\u00e0 parallela. Non a caso l\u2019uso dello smart<br>phone e delle sue potenzialit\u00e0 social non \u00e8 pi\u00f9, come accadeva per la<br>televisione, circoscritto in un luogo, ma appare come una sorta di protesi del<br>corpo del soggetto. Mentre infatti la televisione condannata da Pasolini<br>fabbricava i corpi e i cervelli offrendo loro i modelli di identificazione<br>imposti dalla societ\u00e0 dei consumi, lo smart phone appare piuttosto come una<br>parte post-umana del corpo. Anche la partecipazione alla vita dei social<br>riflette questa compenetrazione. Non si tratta di guardare un programma<br>imposto da un palinsesto, ma di formare il proprio palinsesto personale non<br>solo nella scelta di ci\u00f2 che voglio vedere, ma nella possibilit\u00e0 inedita di<br>proporsi come assoluti protagonisti sulla scena. La distinzione rigida<br>imposta dalla televisione tra il messaggio offerto dallo schermo e il suo<br>fruitore viene cos\u00ec radicalmente sovvertita. Lo schermo non \u00e8 pi\u00f9 un confine<br>rigido che separa, ma \u00e8 stato radicalmente traumatizzato: gli attori e i<br>protagonisti della scena sono divenuti milioni. Lo schermo ha perso la sua<br>centralit\u00e0 verticale per disseminarsi orizzontalmente. E lo stesso accade per<br>la scrittura. Era ci\u00f2 che sollevava la rassegnazione malinconica di Umberto<br>Eco quando constatava con amarezza la quantit\u00e0 di imbecilli che la rete<br>avrebbe autorizzato a scrivere. Anche in questo caso il confine tra il lettore<br>e lo scrittore \u00e8 stato totalmente frantumato: sui social chiunque pu\u00f2 scrivere<br>di qualunque cosa. In questo senso, diversamente da quello che accadeva<br>con lo spettatore passivamente ipnotizzato dalla televisione, i social si<br>fondano sulla valorizzazione estrema dell\u2019interazione. Essa non assume solo<br>la forma della manifestazione del like o dell\u2019avversione, ma soprattutto<br>quella dell\u2019esibizione del proprio corpo e del proprio pensiero senza<br>censure. Ma la psicoanalisi avverte che quando i confini simbolici vengono<br>meno c\u2019\u00e8 sempre il rischio della caduta catastrofica nell\u2019indifferenziazione.<br>E\u2019 la faccia oscura della democratizzazione introdotta dai social. E\u2019 questo<br>il cuore di ogni populismo, compreso quello mediatico. L\u2019autorizzazione<br>data a tutti di parlare di tutto \u2013 l\u2019uno uguale a uno &#8211; non solo produce effetti<br>di pericolosa mistificazione \u2013 pensiamo agli enormi danni di coloro che sui<br>social si esprimono senza titoli su malattie o su cure mediche -, ma attiva<br>potentemente dinamiche aggressivo-invidiose. Mentre la televisione<br>spegneva il senso critico esercitando una funzione di controllo biopolitico,<br>l\u2019uso collettivo dei social sembra esasperarlo abnormemente a tal punto da<br>legittimare il suo palese e sconcertante sconfinamento nell\u2019odio invidioso<br>quando non addirittura nell\u2019incitazione aperta alla violenza. E\u2019 il<br>surriscaldamento pulsionale che lo schermo dei social genera in<br>continuazione e di cui sono eloquenti manifestazioni la contraffazione<br>sistematica della verit\u00e0, la brutalit\u00e0 degli insulti, le campagne individuali o<br>collettive di diffamazione che possono portare i soggetti pi\u00f9 giovani o fragili<br>anche a comportamenti autolesivi gravi. Non a caso per la psicoanalisi il<br>luogo per eccellenza dell\u2019indifferenziazione \u00e8 quello dell\u2019incesto dove il<br>confine simbolico della differenza generazionale scompare e dove,<br>soprattutto, la passione smarrisce il suo limite divenendo non pi\u00f9 passione<br>per la vita ma passione per la morte. Non a caso figli e genitori tendono a<br>comportarsi allo stesso modo nell\u2019uso violento dei social. Adulti che si<br>comportano stupidamente come adolescenti e adolescenti che manifestano<br>la stessa stupida violenza che anima il mondo degli adulti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>pubblicato su &#8220;La Repubblica&#8221; del 9 Aprile 2025 di Massimo Recalcati Secondo Pasolini l\u2019ingresso della televisione nelle case degli italiani erastata una delle cause non secondarie della grande mutazione antropologicache aveva trasformato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":117,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,1,4],"tags":[],"class_list":["post-608","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-documenti","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=608"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":609,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/608\/revisions\/609"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}