{"id":690,"date":"2025-07-27T14:43:00","date_gmt":"2025-07-27T12:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=690"},"modified":"2025-07-27T15:00:08","modified_gmt":"2025-07-27T13:00:08","slug":"mio-fratello-e-figlio-unico-la-difficolta-di-essere-in-due","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2025\/07\/27\/mio-fratello-e-figlio-unico-la-difficolta-di-essere-in-due\/","title":{"rendered":"Mio fratello \u00e8 figlio unico. La difficolt\u00e0 di essere in due."},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/massimo-recalcati-libro-uno-diviso-due-fratelli-sorelle-freud-a3hb0qr3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vai all&#8217;articolo su DOMANI di Paolo D\u2019Angelo<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Recensione a M. Recalcati, Uno diviso due.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fratelli e sorelle (Feltrinelli, Milano 2025)<br><br>Quando leggiamo l\u2019Amleto, tutti concentrati sul rapporto del melanconico principe con padre e madre, dimentichiamo che all\u2019origine di tutta la storia c\u2019\u00e8 l\u2019inimicizia e l\u2019odio di due fratelli. Claudio, lo zio di Amleto, infatti, per sposarne la madre ha ucciso il proprio fratello, che invidiava e al quale voleva togliere il trono e la sposa. Anche con Paolo e Francesca, in Dante, \u00e8 pi\u00f9 o meno lo stesso: presi dalla storia d\u2019amore dei due sfortunati amanti dimentichiamo che a ucciderli \u00e8 stato il fratello di Paolo, Gianciotto,<br>marito di Francesca ma brutto e rozzo, mentre il fratello era bello e prestante, e perci\u00f2 detestato dal cognato.<br><strong>Fratricidi mitici<\/strong><br>L\u2019inimicizia tra fratelli non affolla solo la letteratura e le aule dei tribunali civili per questioni di eredit\u00e0. I grandi miti fondativi delle civilt\u00e0 pi\u00f9 diverse spesso si dipanano proprio dalla rivalit\u00e0 tra due fratelli, che spinge uno dei due ad uccidere l\u2019altro. Nella Bibbia, Caino uccide Abele, sdegnato perch\u00e9 Dio ha accolto i doni di lui e respinto quelli che Caino gli aveva offerto. In Egitto, Seth combatte il fratello maggiore Osiride, lo fa a pezzi e lo getta nel Nilo. Anche qui, alla base c\u2019\u00e8 l\u2019invidia e la gelosia, perch\u00e9 Osiride era stato scelto per essere re.<br>I guai dell\u2019umanit\u00e0, secondo la mitologia greca, derivano dalla inimicizia tra due fratelli, Prometeo ed Epimeteo. Il primo saggio e generoso, il secondo maldestro e incapace, e soprattutto determinato a non dare retta al fratello. Ma i miti greci sono pieni di terribili storie di odio fratricida. Atreo riesce a strappare il trono al fratello Tieste, ma quando scopre che questi gli ha sedotto la moglie si vendica nel modo pi\u00f9<br>atroce, uccidendogli i figli e servendoli al padre come pietanza durante un banchetto.<br>Ed \u00e8 ben noto che la fondazione di Roma comport\u00f2 un fratricidio: Romolo e Remo, essendo gemelli, risolsero la questione di chi doveva regnare sulla citt\u00e0 con la violenza, e Remo ebbe la peggio.<br><strong>Intrusi, esclusi e gelosi<\/strong><br>Freud pensava che competizione, invidia e aggressivit\u00e0 segnassero ineluttabilmente i rapporti tra fratelli. Lui ne sapeva qualcosa, non solo perch\u00e9 conosceva bene la mitologia classica, ma anche per esperienza personale. La nascita del fratellino Julius, infatti era stata per lui un trauma infantile, e quando Julius era morto, ancora in fasce, il piccolo Sigmund si era sentito carico di sensi di colpa, perch\u00e9 sapeva che quella<br>morte, in cuor suo, l\u2019aveva desiderata. Al massimo, Freud poteva concedere che l\u2019odio per il fratello o la sorella potesse ribaltarsi nella tenerezza larvatamente omosessuale del fratello per i fratelli o della sorella per le sorelle.<br>Massimo Recalcati, nel suo Uno diviso due. Fratelli e sorelle (Feltrinelli 2025), non \u00e8 altrettanto categorico. Il fratello o la sorella fanno la loro comparsa come coloro i quali sottraggono l\u2019amore della madre a chi \u00e8 gi\u00e0 nato, ma questo significa che vengono considerati dei modelli irraggiungibili e come tali possono s\u00ec essere detestati e se ne pu\u00f2 desiderare la morte, ma sono anche idealizzati e possono diventare un oggetto di emulazione.<br>Seguendo Lacan pi\u00f9 che Freud, si pu\u00f2 allora sottolineare che il \u201ccomplesso di intrusione\u201d, quello che spinge a considerare il fratello come un usurpatore, anche se non c\u2019\u00e8 in gioco un regno, comporta al fondo una fusione con lui, \u00e8 il prolungamento dell\u2019adorazione narcisistica di s\u00e9 stesso, e proprio come nel mito di Narciso, che affoga gettandosi nello specchio d\u2019acqua dove vede riflessa la propria immagine, pu\u00f2 avere esito mortifero. L\u2019idea di rimanere pervicacemente Uno, di non aprirsi alla dualit\u00e0, alla<br>diversit\u00e0, \u00e8 il peccato originale dei rapporti malati tra consanguinei. Ed \u00e8 alla radice anche dell\u2019altro complesso, quello di esclusione, vissuto stavolta da chi viene dopo, il fratello o la sorella sopraggiunti: \u00e8 il caso di Gustave Flaubert, ricostruito da Jean-Paul Sartre nell\u2019Idiota della famiglia. Venuto al mondo al posto di una sorella molto desiderata, avverte la delusione che provano entrambi i genitori. Anche se Gustave riuscir\u00e0 a rovesciare il destino che lo vuole insufficiente, smarrito, debole, trasformandosi in grande scrittore, peser\u00e0 sempre su di lui un retaggio di esclusione e di isolamento.<br>Molti esempi cinematografici, oltre a quelli biblici, permettono a Recalcati di illustrare questi esiti malati. In Rocco e i suoi fratelli, il grande film di Visconti, la rivalit\u00e0 tra Simone e Rocco, tra Massimo Salvadori e Alain Delon, attraversa la carriera e l\u2019amore per la stessa donna, la Nadia di Annie Girardot. Ma neppure quando Simone uccide Nadia Rocco riesce a uscire dalla logica dell\u2019omert\u00e0 e della identificazione con fratello, e ci vorr\u00e0 un terzo, Ciro, per denunciare il femminicidio. In Inseparabili, di Cronenberg, due fratelli gemelli, ginecologi di successo, sono dilaniati dalla rivalit\u00e0 per la stessa donna, Claire, che mette fine ad un rapporto simbiotico. E la scena in cui Claire, nel sogno, cerca di staccare a morsi il cordone ombelicale che lega i due fratelli pu\u00f2 ben valere come simbolo di quella fusione perversa che impedisce ai due di avere ciascuno la propria vita.<br><strong>Superare l\u2019orizzonte chiuso dell\u2019Uno<\/strong><br>Il punto decisivo, per Recalcati, \u00e8 la necessit\u00e0 di superare l\u2019orizzonte chiuso del sangue e della stirpe, di rompere il cerchio dell\u2019Uno per guadagnare la prospettiva di una dualit\u00e0, o di una pluralit\u00e0. Il legame di fratellanza o sorellanza \u00e8 una costruzione paziente, non un punto di partenza. Come Goethe esortava a \u201cricomprare\u201d la propria eredit\u00e0 materiale per rendersene degni, cos\u00ec i rapporti familiari bisognerebbe<br>riguadagnarseli \u201cadottando\u201d il congiunto, cio\u00e8 riconoscendolo nella sua alterit\u00e0, ed evitando di dare per scontato che la fratellanza (ma, potremmo dire, anche il legame di genitorialit\u00e0) sia un legame istituito per legge di natura. Occorre comprendere che, se non posso essere il solo preferito, devo riconoscere l\u2019esistenza dell\u2019altro. Il lutto dell\u2019Uno pu\u00f2 aprire al mondo pi\u00f9 largo del Due, non solo all\u2019interno della famiglia ma anche nella convivenza tra popoli (il fantasma dell\u2019Uno degenera nell\u2019aggressivit\u00e0<br>della guerra).<br>Chi ha solo un figlio, potremmo dire, dovrebbe fargli capire che c\u2019\u00e8 sempre un altro; chi ne ha pi\u00f9 di uno dovrebbe riuscire a convincerli che ogni figlio \u00e8 unico, senza che ci sia bisogno di sopraffare l\u2019altro per affermare la propria unicit\u00e0. Il fratello o la sorella, in positivo, pu\u00f2 essere accolto come una risorsa che consente l\u2019allargamento dell\u2019orizzonte del proprio mondo \u201crespirando l\u2019ossigeno del due\u201d.<br>In questo soccorre la letteratura, nella quale non mancano esempi positivi di fratellanza e sorellanza. L\u2019ultima in ordine di tempo \u00e8 l\u2019Arminuta di Donatella di Pietrantonio, una bella storia di un legame salvifico tra due sorelle. Ma, prima di lei, \u00e8 singolare che siano gli scritti autobiografici di una filosofa e di un filosofo a offrirci due storie dalle quali pu\u00f2 venire un qualche conforto. Nelle sue Memorie di una ragazza per bene, Simone de Beauvoir riserva un posto speciale alla sorella minore, diversissima da lei ma<br>proprio per questo ammirata e amata di un amore ricambiato. E chi si aspetterebbe che al fondo della filosofia di Severino, apparentemente tutta dedotta da un presupposto logico che si suppone incontrovertibile, l\u2019impossibilit\u00e0 che l\u2019essere non sia, e tesa sempre a rivendicare il carattere illusorio del divenire, della trasformazione e della morte, quello che Severino chiamava \u201cil nichilismo dell\u2019Occidente\u201d, ci sia invece l\u2019amore per il fratello, Giuseppe, parecchio pi\u00f9 grande di lui. Era appassionato di filosofia, ed era riuscito a farsi ammettere alla Scuola normale superiore di Pisa, superando un difficile esame che gli aveva fatto Giovanni Gentile in persona. Ma nel frattempo \u00e8 scoppiata la Seconda guerra mondiale, Giuseppe viene richiamato al fronte e cade ucciso nel 1942. Per il fratello Emanuele \u00e8 un trauma, ma lo superer\u00e0 ereditando la passione filosofica del maggiore, ricalcando le sue orme fino a diventare uno dei<br>filosofi pi\u00f9 noti della seconda met\u00e0 del Novecento. \u00c8 uno di quei casi, per fortuna non rari, in cui, direbbe Recalcati, il debito simbolico verso l\u2019altro figlio non diventa ricatto, non si trasforma in una maledizione, ma si cambia in un contributo che alimenta la vita e la arricchisce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione a M. Recalcati, Uno diviso due. 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