{"id":805,"date":"2026-01-10T19:38:33","date_gmt":"2026-01-10T18:38:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=805"},"modified":"2026-01-10T19:38:33","modified_gmt":"2026-01-10T18:38:33","slug":"ispi-9-gennaio-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2026\/01\/10\/ispi-9-gennaio-2026\/","title":{"rendered":"ISPI &#8211; 9 gennaio 2026"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>L\u2019EUROPA ALLA PROVA DI TRUMP: AUTONOMIA O MARGINALIT\u00c0?<br><em>Tra neo-imperialismo americano, dubbi sulla Nato e dossier Groenlandia, l\u2019Unione europea \u00e8 a un bivio: subire il nuovo corso o costruire una risposta autonoma.<\/em><a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=6%3dLdKWPa%265%3dT%269%3dYPbQ%26L%3dKXQeSZ%26F%3dECMAP_Atnw_Ld_Cxls_Mm_Atnw_KiHTF.BDM2H9I2Gz.FC_Klzi_UaFC_Klzi_UaMD5wI26vW2H9B_Atnw_Ki7BDK0Mt-47It-ICLE4-yF-CKFJ9-4FQ8G0J24-0-JtK2F747FC4-MYPVMg%26w%3d%26BD%3dYKUTa%26CL%3dMgKYUXSbLdLZOg%261%3dXTARcMBv8OAQ4v8tbOdNZxCxXLfSVPdPV1YtZMeKazaOWOdvYSXwcTcOaM0LTNcw5T8Q&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a> Dopo l\u2019operazione americana \u201cAbsolute Resolute\u201d\u00a0in Venezuela, in Europa le dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia\u00a0<strong>destano sempre pi\u00f9 preoccupazione<\/strong>. La novit\u00e0 \u00e8 che il presidente non parla pi\u00f9 di acquistare la Groenlandia, ma di \u201cprenderla\u201d, con le buone o con le cattive. Ed \u00e8 qui che la distanza tra le due sponde dell\u2019Atlantico si trasforma in nodo strategico, e in una potenziale crisi geopolitica. Sotto pressione, gli europei hanno iniziato a serrare i ranghi, mettendo temporaneamente da parte rancori e distinguo.\u00a0<br><a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=4%3dAdNUEa%268%3dR%26x%3dYSZF%26L%3dNVFeVX%265%3dEFKzP_Drcw_Ob_2xoq_Bm_Drcw_Ng7TI.4yKE0vFGD.oRDFz8.1L_2xoq_Bm1E_2xoq_BmBIoPE_Iazl_SPMD63P-D6vBwJoP_Drcw_NgBgNW_2xoq_BmVR_2xoq_BmVX_2xoq_BmEGoBy9-lV-BIoP55oKF-2xQAEsL-yF3Qw-24-Q46-yM1EsK3-4oO1DyKK-Fp-Q46-mVBI5P-BIoP55oKyP-yC-F9o-0ALx05C-yC-F9o-BGIyM12x-R00yK_Drcw_Ng%26n%3d%26FE%3dSBYUU%264P%3d2k8wNaBcVRJfMXCdPa%26r%3d8Q7o0xaBBz6Ed1TBAV2EXx6o8QVnATXDBOSB0wZpAxZmew5DZQ3GBMYCByRDBxZo&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I leader dell\u2019Unione si riuniranno il 12 febbraio<\/a>: formalmente il vertice sar\u00e0 dedicato alla competitivit\u00e0, ma nella sostanza servir\u00e0 a coordinare\u00a0<strong>una risposta al nuovo corso americano.\u00a0<\/strong>Alcuni segnali sono gi\u00e0 emersi. Con l\u2019approvazione dell\u2019accordo con il Mercosur, l\u2019Europa punta sulla diversificazione, dopo aver sperimentato l\u2019instabilit\u00e0 creata dalla guerra dei dazi trumpiani. Sempre pi\u00f9 spesso, inoltre, il quadro d\u2019azione non \u00e8 pi\u00f9 esclusivamente quello dei 27: lo dimostrano la \u201ccoalizione dei volenterosi\u201d sull\u2019Ucraina e la presa di posizione contro l\u2019ipotesi di annessione della Groenlandia. Anche all\u2019interno dell\u2019Unione poi, il veto in politica estera e di difesa \u2013 a lungo considerato un tab\u00f9 \u2013\u00a0<strong>\u00e8 stato di fatto aggirato<\/strong>.\u00a0<br><a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=8%3d2aCY6X%26w%3dV%26o%3dVHd7%26I%3dCZ7bKb%26v%3dB5OqM_3vTt_Df_sudu_3j_3vTt_CkxQ8.DtJtJoFtIf.C5_MRwa_WGC5_MRwa_WGJ67cFt8bTtJo9_3vTt_CkuLl-Fj97-0-n938pM6M-m96MpJl-0-m5x7jTtJo9-x6o7lOb-VCa4WH%269%3d%26jM%3dCW3cE%26Ot%3dVKW7dBe0UHX8XK%26C%3d56p0gdpW58nbeaJ6b5lb5bn9g6BA4Xn04ZKd9dJ87ane57CV57nd5aI7baJ985DYc8GW&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nell\u2019ultimo, drammatico Consiglio europeo del 2025,<\/a>\u00a0l\u2019intesa a maggioranza qualificata per continuare il sostegno all\u2019Ucraina ha segnato una svolta. Eppure, l\u2019Europa appare debole e incerta nel difendere il principio che dice di voler rappresentare: il rispetto di un ordine basato su regole condivise. L\u2019estrema cautela di Bruxelles, dopo la rimozione del leader venezuelano Nicolas Maduro, ha fatto rumore. Ma l\u2019ambiguit\u00e0 non potr\u00e0 durare a lungo. Posta di fronte a una sfida esistenziale, la scelta \u00e8 sempre meno rinviabile: o l\u2019Europa si afferma come attore politico, oppure rischia di scivolare ai margini della mappa strategica globale.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Europa vittima delle sue debolezze? La risposta esitante sia rovesciamento di Maduro in Venezuela che alle minacce sulla Groenlandia riflette la posizione scomoda dei leader europei: costretti a confrontarsi con un\u2019America di cui hanno bisogno, ma di cui non si fidano pi\u00f9, gli europei non intendono spendere capitale diplomatico sul Venezuela, perch\u00e9\u00a0<strong>la loro priorit\u00e0 assoluta resta l\u2019Ucraina<\/strong>. <br>Tenere gli Stati Uniti coinvolti nel sostegno a Kiev \u00e8 considerato vitale, e difficilmente verr\u00e0 messo a rischio da prese di posizione di principio sull\u2019ordine internazionale. Quanto alla Groenlandia l\u2019obiettivo, in questa fase, \u00e8 quello di\u00a0<strong>scongiurare il peggio<\/strong>. Perch\u00e9 un\u2019azione militare unilaterale da parte di Washington segnerebbe, di fatto, la fine della Nato. <br>Non a caso Trump, da sempre scettico nei confronti dell\u2019Alleanza, ha recentemente riaperto il dossier, mettendo in dubbio la reciprocit\u00e0 dell\u2019impegno. \u201cDubito che la Nato sarebbe l\u00ec per noi se ne avessimo davvero bisogno\u201d,\u00a0<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=7%3d2b0X6Y%26t%3dU%26o%3dWEc7%26J%3d0Y7cHa%26v%3dC2NqN_zuTu_Ae_svat_3k_zuTu_0juM3NiNw7j6t.7pH_zuTu_0j_svat_5ez9bGLIo6t8UM3Gq%269%3d%26qM%3d3W0c5b6i5%26O1%3dVAWDd2eGU8XEXA%26C%3djc66E63cE94dn96e0Vc6Dc30H76e068Z0W2dD5gZj76ABa8VkXf6G786GXgcG7ga&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha scritto su Truth Social<\/a>, salvo aggiungere che gli Stati Uniti continueranno a sostenere i loro alleati. Un messaggio deliberatamente contraddittorio, che alimenta l\u2019incertezza europea. E che chiarisce, al tempo stesso, un punto centrale:\u00a0<strong>finch\u00e9 l\u2019Europa non investir\u00e0 seriamente nella propria difesa<\/strong>, rester\u00e0 strutturalmente dipendente dalle scelte di Washington.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u200aMacron risponde? In questo contesto, la voce di critica pi\u00f9 netta \u00e8 arrivata da Parigi. <br>Alla conferenza degli ambasciatori francesi, appuntamento della diplomazia di inizio anno, Emmanuel Macron ha adottato toni insolitamente duri: gli Stati Uniti, ha detto, \u201csi stanno gradualmente allontanando\u201d dagli alleati e \u201csi stanno liberando delle regole internazionali\u201d con una forma di \u201caggressivit\u00e0 neocoloniale\u201d.\u00a0<strong>Non \u00e8 una posizione improvvisata<\/strong>. <br>Dal discorso alla Sorbona del 2017, passando per l\u2019intervista all\u2019<em>Economist<\/em> del 2019 in cui defin\u00ec la Nato \u201cin stato di morte cerebrale\u201d, il presidente francese ha insistito a lungo sulla necessit\u00e0 per l\u2019Europa di dotarsi di\u00a0<strong>una vera autonomia strategica<\/strong>. Oggi quell\u2019analisi appare profetica. \u201cViviamo in un mondo di grandi potenze, con una reale tentazione di spartirsi il mondo\u201d, ha detto il presidente francese, indicando nella difesa e nel consolidamento della regolazione europea \u2013 soprattutto nel settore tecnologico, bersaglio diretto delle critiche americane \u2013 una delle prime risposte concrete. Macron ha respinto sia il \u201c<strong>nuovo colonialismo<\/strong>\u201d sia quella che ha definito una \u201c<strong>vassallizzazione felice<\/strong>\u201d, rivendicando invece un rilancio del multilateralismo. <br>A partire dal G7, che quest\u2019anno sar\u00e0 presieduto dalla Francia, con l\u2019obiettivo di coinvolgere i Paesi emergenti e riaprire il cantiere della governance globale e delle Nazioni Unite. \u201cDobbiamo\u00a0<strong>tornare a puntare sull\u2019Onu<\/strong>\u201d, ha detto, \u201cnon farlo sarebbe assurdo\u201d. \u200a<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u200aMercosur: un punto a segno? Mentre il dibattito resta aperto, l\u2019Europa ha per\u00f2 messo a segno\u00a0<strong>una prima mossa concreta<\/strong>\u00a0sul piano geoeconomico. <br>I 27 hanno raggiunto oggi un\u2019intesa con il Mercosur tramite il trattato di libero scambio con i Paesi del Sudamerica,\u00a0<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=3%3dDeHTHb%262%3dQ%261%3dZMYI%26M%3dHUIfPW%268%3dF0J3Q_8qfx_Ia_5yip_En_8qfx_Hf0UC.96NyE1JyDr.G0_Hd1f_RSG0_Hd1f_RSNA2oJy3nXyE1C_8qfx_HfzC832QAH-yCAH2Nq-4vTyIn-PyIpFy1-qG-655BuHr-Jq3pM842-ZHULeP%264%3d%26vQ%3dHREgJ%26J6%3dZPRIhGZLYMSJbP%268%3dpeKYDhJUFDLS1n9qFhK2oBN5D0PUqCqVHbt4HdJZEfvYF0tZF9qQqYIYpZqQIePZqhGQ&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sbloccando uno stallo che durava da anni<\/a>. <br>Il via libera formale \u00e8 arrivato dai ministri dell\u2019Agricoltura riuniti a Bruxelles, mentre la firma ufficiale \u00e8 attesa nei prossimi giorni in Paraguay. Decisivo \u00e8 stato\u00a0<strong>il s\u00ec dell\u2019Italia<\/strong>, ago della bilancia in una votazione che ha confermato, ancora una volta, le divisioni interne all\u2019Unione. In cambio, la Commissione ha accettato di sospendere l\u2019applicazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) per i fertilizzanti importati, evitando un aumento dei costi. Una concessione politica che si inserisce in\u00a0<strong>un quadro pi\u00f9 ampio di compromessi<\/strong>, gi\u00e0 avviato con l\u2019apertura della Commissione alla possibilit\u00e0 di anticipare risorse del bilancio agricolo post-2027. <br>Dopo 25 anni di negoziati, l\u2019accordo UE-Mercosur porter\u00e0 alla creazione di un mercato integrato da circa 780 milioni di consumatori, il pi\u00f9 grande al mondo. Per l\u2019Europa \u00e8 una vittoria commerciale e strategica, ottenuta nel \u201ccortile di casa\u201d di Washington. Un segnale chiaro, proprio mentre\u00a0<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=3%3dOe7TSb%26q%3dQ%26B%3dZBYT%26M%3d7UTfEW%26I%3dFyJDQ_wqqx_8a_FyXp_Pn_wqqx_7fKU2.9GNnEBJnD3.Gy_Ho1U_RdGy_Ho1U_RdNz2zJn3yXnEBC_wqqx_7f09-iEHRw9B9-iEBPt5-3-Gq-H7RtHBM-fB0C-x63Pj-47LkBICsPy-Z7WXaD%264%3d%267Q%3d7RPg9%26JG%3dZERTh6ZWYBSUbE%268%3dVf9SXfA1S91y9fC2OhD5XeA4XbkW3hDW3YC3XDj5VbA6Rak3QfBW2a862D7RVhk2zah3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la nuova dottrina \u201cDonroe\u201d<\/a>\u00a0e il protezionismo americano mettono a dura prova la tenuta degli equilibri transatlantici.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Il commento di\u00a0<strong>Antonella Mori<\/strong>, Head programma America Latina\u00a0ISPI<br>\u201cIl contesto geoeconomico ha contribuito in modo significativo alla firma definitiva dell\u2019Accordo di partenariato tra l\u2019Unione Europea e il Mercosur, cos\u00ec come nel 1999 il progetto statunitense di creare la Free Trade Area of the Americas (FTAA) aveva incoraggiato questi Paesi ad avviare i negoziati bilaterali. Oggi, il protezionismo americano e la Dottrina \u2018Donroe\u2019 hanno spinto i membri del Mercosur e dell\u2019UE a rafforzare le relazioni economiche e politiche, sulla base della condivisione dei principi del multilateralismo e dei valori democratici. <br>Questo accordo riveste un\u2019importanza strategica per il futuro delle imprese europee, che potrebbero aumentare sia le esportazioni verso i Paesi sudamericani sia la partecipazione agli appalti pubblici locali\u201d.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019EUROPA ALLA PROVA DI TRUMP: AUTONOMIA O MARGINALIT\u00c0?Tra neo-imperialismo americano, dubbi sulla Nato e dossier Groenlandia, l\u2019Unione europea \u00e8 a un bivio: subire il nuovo corso o costruire una risposta autonoma. Dopo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":744,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,1,4],"tags":[],"class_list":["post-805","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-documenti","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/805","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=805"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/805\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":806,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/805\/revisions\/806"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}