{"id":866,"date":"2026-02-21T15:53:00","date_gmt":"2026-02-21T14:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=866"},"modified":"2026-02-21T15:56:31","modified_gmt":"2026-02-21T14:56:31","slug":"chi-tocca-la-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2026\/02\/21\/chi-tocca-la-costituzione\/","title":{"rendered":"Chi tocca la Costituzione&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Chi tocca la Costituzione muore! Brevi note sul referendum della Giustizia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nei giorni ventidue e ventitr\u00e9 marzo i cittadini saranno chiamati a decidere, mediante referendum, se accogliere o respingere le riforme che l\u2019attuale governo ha promosso e che riguardano alcune modifiche all\u2019ordinamento giudiziario e non, come erroneamente si vuole far credere, solo alla \u201cseparazione delle carriere dei magistrati\u201d. Il maldestro tentativo di nascondere sotto quella breve, ma ambigua espressione, il vero fine che si vuole raggiungere lo si desume da una sentenza del 6 febbraio u.s. della Corte di Cassazione, provocata dalla richiesta di oltre cinquecentomila cittadini, la quale ha modificato il quesito referendario per cui nella scheda si legger\u00e0 :\u00abApprovate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo &#8220;Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare&#8221;?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sono quindi ben sette gli articoli della nostra Carta Costituzionale che, se approvati, modificheranno l\u2019attuale sistema giudiziario e che, anche in presenza di casi incresciosi e anche disonorevoli, ha garantito una stabilit\u00e0 costituzionale finalizzata a una amministrazione della giustizia in armonia con i precetti costituzionali e a difesa dei diritti di ogni persona sia di razza, di religione e di opinioni politiche persona. Ma il popolo italiano vorr\u00e0 correre il rischio di ignorare i pericoli cui si va incontro con questa azzardata riforma dell\u2019ordinamento giudiziario \u2013 perch\u00e9 in effetti di questo si tratta \u2013 e poi rimpiangere il passato? Il <em>quieta non movere <\/em>in questo caso non ha un risvolto negativo n\u00e8 pu\u00f2 qualificarsi come inerzia, bens\u00ec come invito alla prudenza e ad evitare rischi che potrebbero essere fonte di grossi guai. Valutare il tempo presente, carico di conflitti e agitato da motivazioni egoistiche e predatorie, \u00e8 segno di avvedutezza e saggezza. Se si conosce o si paventa il pericolo non \u00e8 prudente nascondersi, ma agire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019indipendenza della magistratura nella Carta Costituzionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; All\u2019Assemblea Costituente chi si occup\u00f2 costantemente e diede un contributo significativo al tema della giustizia fu Piero Calamandrei, eminente giurista, antifascista e figura chiave del Partito d\u2019Azione. Ma sono anche da ricordare quelli del comunista Palmiro Togliatti, di Vittorio Foa del Partito d\u2019Azione, dei democristiani Giovanni Leone, Aldo Moro, Giuseppe Dossetti e il socialista Leonetto Amadei.Degno di nota la circostanza che le norme sull\u2019ordinamento giudiziario furono approvate da una larghissima maggioranza: 453 voti favorevoli e solo 56 contrari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; All\u2019esito di un serrato dibattito fra le diverse posizioni ideologiche presenti nell\u2019Assemblea costituente, prevalse il progetto presentato da Piero Calamandrei il quale rivendicava l\u2019autonomia del potere giudiziario e l\u2019indipendenza dell\u2019intera magistratura, giudicante e requirente, grazie alla quale sarebbe stato realizzabile il conseguimento di una giustizia a garanzia dei diritti dei cittadini, e di tutti. &nbsp;Inoltre, sempre su proposta del Calamandrei, si decise che anche il Pubblico Ministero dovesse appartenere all\u2019unico ordine giudiziario, sulla base di una comune cultura della giurisdizione, e fruire, pure in considerazione del principio di obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale, della medesima garanzia di indipendenza dei giudici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una tesi eccepibile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel settore penale una riforma radicale fu varata con legge ordinaria e senza scomodare la Costituzione. Come ministro di Grazia e Giustizia il prof. Giuliano Vassalli, un giurista d\u2019altri tempi e oggi da amaramente rimpiangere, diresse i lavori di riforma del codice di procedura penale, entrato in vigore nel 1989. Fu una riforma largamente sentita perch\u00e9 superava le ancora residue norme fasciste del vecchio codice e quindi non in armonia con i principi della Carta Costituzionale. Il modello del nuovo codice fu infatti quello \u201caccusatorio\u201d che sostitu\u00ec l\u2019\u201dinquisitorio\u201d. Riteneva il Vassalli&nbsp; che la magistratura aveva un potere su quello &nbsp;legislativo &nbsp;desumibile dalla circostanza che \u00ab<strong> <\/strong>Fino adesso, in quaranta anni non c\u2019\u00e8 stata una legge in materia di giustizia che non sia stata ispirata e voluta dalla magistratura, la quale \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 un corpo veramente&nbsp; corporativo\u00bb e anche dalla circostanza che \u00abIl Ministro della Giustizia che entra al Ministero \u00e8 circondato esclusivamente da magistrati, i quali occupano tutti i posti del Ministero, cio\u00e8 dell\u2019amministrazione centrale..\u00bb( da un\u2019intervista rilasciata il 9-2-1987). Stranizza l\u2019argomento secondo il quale sarebbero i magistrati a suggerire all\u2019esecutivo come e quali leggi promulgare. Una tesi che oggi il Vassalli difficilmente potrebbe sostenere per l\u2019emissione di norme talmente confuse, contraddittorie &nbsp;e &nbsp;pasticciate da far insorgere una crisi di nervi e financo una dolorosa cefalea agli operatori del diritto. &nbsp;Tuttavia l\u2019eminente giurista non promosse&nbsp;&nbsp; la separazione istituzionale e ordinamentale delle carriere perch\u00e9 saggiamente, riteniamo, era convinto che, sia politicamente che costituzionalmente, quella riforma non era praticabile nel contesto dell\u2019epoca. Riteneva, forse, che quelle argomentazioni non erano giuridicamente fondate e in grado di giustificare una eventuale riforma?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Tentativi &nbsp;di riforma abortiti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il primo tentativo di riforma&nbsp; fu proposto, nell\u2019aprile del 2011, dal&nbsp; governo Berlusconi. L\u2019allora Ministro della Giustizia, il siciliano Angelino Alfano, pomposamente dichiar\u00f2 che quella riforma sarebbe stata \u201cepocale\u201d. Ma in effetti sotto questo fascinoso e irresistibile progetto si nascondevano interessati suggerimenti da parte di alcuni settori dell\u2019avvocatura oltre e soprattutto dallo spasmodico desiderio di Silvio Berlusconi di liberarsi dei giudici da lui definiti \u00ab\u2026 matti, mentalmente disturbati, con turbe psichiche e antropologicamente diversi dal resto della razza umana\u00bb. Questo progetto, oggi in gran parte ripreso dal governo Meloni con alcune modifiche, non and\u00f2 in porto per la caduta del suo magnifico ideatore. Se fosse stato approvato il principio della obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale sarebbe stato irrimediabilmente compromesso, se non soppresso, in quanto non il Pubblico Ministero ma l\u2019Ufficio del Pubblico Ministero avrebbe esercitato l\u2019azione penale secondo criteri stabiliti da emanande norme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caduta nel nulla la proposta Alfano, nelle legislature successive non vi sono state progetti di riforma costituzionale bens\u00ec singole proposte presentate sia dall\u2019Unione delle Camere Penali che da singoli rappresentanti di partiti come \u201cAzione\u201d, \u201cItalia Viva\u201d, \u201cForza Italia\u201d, \u201cLega\u201d. Finalmente, quando si ritenne giunto il momento di dar vita a una riforma non tanto epocale ma capace di imprimere una svolta nei rapporti dei cittadini con la giustizia, \u00e8 venuto fuori il progetto Meloni-Nordio il quale \u00e8 talmente insidioso da nascondere quello che i precedenti tentativi di riforma cercavano, in un modo o in un altro, di raggiungere: l\u2019esercizio dell\u2019azione del pubblico ministero normata \u2013 ma pi\u00f9 esattamente pilotata \u2013 dal potere esecutivo e\/o legislativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modo con cui \u00e8 stata approvata la proposta referendaria non ha precedenti perch\u00e9 \u00e8 stata impedita una serena discussione tra le forze politiche presenti nel Parlamento. Una fretta incomprimibile ha mandato in frantumi quella aurea regola democritica secondo cui qualsiasi cambiamento di norme di rango costituzionale deve essere sottoposto e discusso dai partiti politici che rappresentano il Paese. L\u2019aver escluso, nella discussione di approvazione del quesito referendario, l\u2019apporto di chi avrebbe potuto contribuire a migliorare il testo \u00e8 stato un segnale che potrebbe interpretarsi come il primo timido passo al superamento del sistema e delle libert\u00e0 democratiche garantite e protette dalla nostra Carta Costituzionale e alla cui elaborazione e promulgazione parteciparono tutti i partiti e, particolarmente, Il PCI, la DC, il PISIUP, il PLI, il PRI &nbsp;e il PdA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e8 sostenere il no<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna riconoscere che i promotori del referendum non sono n\u00e9 personalit\u00e0 distintesi nel complicato e arduo studio del diritto con un curriculum idoneo e tale da giustificare&nbsp; la proposta referendaria, n\u00e9&nbsp; quelle capacit\u00e0 dialettiche che si richiedono in chi, con onest\u00e0 e schiettezza d\u2019animo, intende discutere con chi&nbsp; dissente o diversamente argomenta. Basterebbero soltanto queste considerazioni per essere contrari a una simile &nbsp;proposta. Torna alla memoria ci\u00f2 che Apelle , come&nbsp; riferisce Plinio il Vecchio,&nbsp; disse a quel calzolaio che criticava un particolare di un&nbsp; suo quadro: \u201c ne sutor ultra crepidam\u201d, come a dire: \u201cil calzolaio deve fare il calzolaio!\u201c<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza voler elencare tutte quelle distorsioni&nbsp;&nbsp; che la nostra Costituzione patirebbe se venissero cancellate ben sette articoli che regolano il lavoro della magistratura, il vero scopo che si vuole raggiungere \u00e8 quello di sottoporre l\u2019attivit\u00e0 inquirente, e di riflesso quella giudicante, al controllo del legislativo e\/o esecutivo. In una recente conferenza stampa, quella&nbsp; del 5-2-2006, il ministro Nordio a una domanda ha cos\u00ec risposto : \u00ab ..chi controlla la polizia? Chi controlla la magistratura? Bella domanda, chi controlla la magistratura? Poich\u00e8 non esiste un potere senza un controllo, \u00e8 quello che cerchiano di introdurre con la riforma costituzionale\u201d. Ma vi \u00e8 anche il rischio&nbsp; che il pubblico ministero, nella sua normale attivit\u00e0 investigatrice, non potrebbe&nbsp; pi\u00f9 servirsi della polizia giudiziaria ( cos\u00ec come auspicato dal ministro Tajani ad un intervento del 25-1-2026). E a chi spetterebbe un simile potere tanto delicato quanto strategico nell\u2019individuare e perseguire qualsiasi tipo di reato, compresi quelli consumati dai cosiddetti \u201c colletti bianchi\u201d? &nbsp;Che dire poi della composizione dei due &nbsp;&nbsp;ipotizzati&nbsp; CSM e dell\u2019Alta Corte Disciplinare che avverr\u00e0 tramite sorteggio? in cui un terzo dei componenti laici sar\u00e0 di derivazione politica e nominati tramite sorteggio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 senz\u2019altro&nbsp; da condividere&nbsp; il giudizio del prof. Gustavo Zagrebelsky secondo cui bisognerebbe votare \u201cNO\u201d perch\u00e9 la proposta referendaria \u00e8 stata\u00ab presentata subdolamente come la Riforma della giustizia, mentre \u00e8 tutt\u2019altra cosa. In realt\u00e0 \u00e8 una rivalsa di certa politica&nbsp; contro certa magistratura per spostare gli equilibri costituzionali a favore dell\u2019impunit\u00e0 della prima e a danno dell\u2019autonomia e dell\u2019indipendenza della seconda\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo reale pericolo era gi\u00e0 stato denunciato da Piero Calamandrei secondo cui&nbsp; <em>:\u00ab<\/em> Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Piero Antonio Carnemolla<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra(Piero Calamandrei)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi tocca la Costituzione muore! 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