{"id":916,"date":"2026-03-15T15:07:00","date_gmt":"2026-03-15T14:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/?p=916"},"modified":"2026-03-15T15:36:31","modified_gmt":"2026-03-15T14:36:31","slug":"ispi-rassegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicaassociazione.it\/WP\/2026\/03\/15\/ispi-rassegna\/","title":{"rendered":"ISPI &#8211; Rassegna su Iran e Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>ISPI Daily Focus | 13 marzo 2026 IRAN E UCRAINA: IL PARADOSSO ENERGETICO DELLA GUERRA<br><em>L\u2019escalation fa salire il prezzo del greggio e Trump autorizza l\u2019acquisto di petrolio russo. Cos\u00ec la crisi in Medio Oriente rischia di trasformarsi in una vittoria per Vladimir Putin.<\/em><a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=4%3d2aBU6X%26v%3dR%26o%3dWJV2%26I%3dBV7bJX%26v%3dB4KqM_2rTt_Cb_sucq_3j_2rTt_BgxQ7.0tJsFoFsEf.C4_IRwZ_SGC4_IRwZ_SGJ53cFs4bTsFo9_2rTt_Bgq94IpFsF-jLkE-f-OmIbCx2-jF-z2s5nFtMy-6o928fNs4p-8oCm5-qLfL22-3WBX7d%26n%3d%260t%3dVETAb%264J%3d3dBWAWAT2aDS6V%26r%3dRf52b5kJW5ck74dJWAYlS0aAS2bDW2YC74bCW2ama5ZoX58EZeaEY28BU47DW2bE65cp&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a> Che fare se le quotazioni del petrolio schizzano ai livelli pi\u00f9 alti da anni, in seguito alla crisi nel Golfo? Facile: autorizzare\u00a0<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=5%3d0bBVDY%26v%3dS%26w%3dXJW0%26J%3dBWEcJY%264%3dC4LyN_2sbu_Cc_1vcr_Ak_2sbu_Bh6R7.5kNx76N.mGv_MauY_WPFnR3_JZxZ_TOO2MvK-k6vDxA2O233DyF-jGvG6N-zM18r320-y8-1P3Kr6x-GrG-kD10k68-64-Kn6_2sbu_Bh%26m%3d%26D3%3dTDXJZ%263N%3dBbAaJU0XAYCWET%26q%3d0GXjdn7oWCU07FTjd3j6kHUHek4jYo5mckXnXC6GYJV0Xm6l8GWIbn3oYFUnWI8HeF7j&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019acquisto di petrolio russo<\/a>\u00a0sotto embargo. La \u2018soluzione\u2019 alla corsa del greggio annunciata nella notte da Donald Trump \u00e8 insieme\u00a0<strong>un regalo a Vladimir Putin<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>uno schiaffo in faccia<\/strong>\u00a0(l\u2019ennesimo) all\u2019Ucraina e agli alleati europei impegnati a contrastare l\u2019avventurismo bellico del Cremlino. Scott Bessent, segretario al Tesoro statunitense, ha annunciato che l\u2019autorizzazione sar\u00e0 \u201ctemporanea\u201d e che consentir\u00e0 ai paesi di acquistare il petrolio russo per 30 giorni. \u201cQuesta misura circoscritta e di breve durata si applica solo al petrolio\u00a0<strong>gi\u00e0 in transito<\/strong>\u00a0e non apporter\u00e0 significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione\u201d, ha affermato Bessent,\u00a0<strong>minimizzando l\u2019impatto<\/strong>\u00a0che la decisione potr\u00e0 avere sulle casse del Cremlino e quindi sull\u2019offensiva contro Kiev. Ma che la decisione rappresenti un aiuto concreto e una sorta di vittoria \u2018morale\u2019 per Vladimir Putin \u00e8 difficile da negare. Al contempo, la stampa americana non manca di sottolineare come la misura sia scattata dopo che\u00a0<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=6%3dAdCWEa%26w%3dT%26x%3dZKXA%26L%3dCXFeKZ%265%3dE5MzP_3tcw_Dd_2xds_Bm_3tcw_Ci7T8.G9QtFoP.nHw_ObvZ_YQUJYG_Kaza_UPgD_Kaza_UPgJ_Kaza_UP96LsKpL3_ObvZ_YQ0kPzEsKp-I2Fn83-F34x.E5Fv%26A%3d%26tL%3dBbDcH%26Q4%3dUJYGcCXDTGaCXB%26E%3dCYJBEcHCEVC9qUHBH6BZJ9ofo5kClV4k8lDbCYofl8J8HXAZFVlan6H0JYFbD9DeBapg&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il prezzo medio del carburante negli Stati Uniti<\/a>\u00a0\u00e8 aumentato in un mese di 65 centesimi al gallone (pari a circa 3,7 litri). Un rincaro che, in un anno elettorale, non pu\u00f2 che preoccupare la Casa Bianca, nonostante il presidente continui a rivendicare con orgoglio la sua politica in Medio Oriente. A quasi due settimane dall\u2019inizio del conflitto, Teheran ha di fatto\u00a0<strong>chiuso lo Stretto di Hormuz<\/strong>, attraverso il quale transita circa un quinto delle petroliere e delle navi cisterna per il trasporto di gas a livello mondiale, dichiarando che non permetter\u00e0 il passaggio di \u201cun solo litro di petrolio\u201d dalla regione finch\u00e9 continueranno gli attacchi statunitensi e israeliani.  \u200a<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Trump avvantaggia Putin? Quella annunciata ieri&nbsp;<strong>non \u00e8 la prima inversione di rotta<\/strong>&nbsp;dell\u2019amministrazione Usa riguardo al petrolio russo: la scorsa settimana Washington aveva autorizzato le raffinerie indiane ad acquistare temporaneamente petrolio russo per 30 giorni, appena un mese dopo che Trump aveva ottenuto che New Delhi ne interrompesse gli acquisti. Uno stop che, a suo dire, avrebbe \u201ccontribuito a porre fine alla guerra in Ucraina\u201d, tagliando una fonte vitale di finanziamenti per la Russia. Non stupisce pertanto che Mosca abbia accolto entrambi gli annunci con palese soddisfazione. Gli Stati Uniti \u201cstanno di fatto riconoscendo l\u2019ovvio: senza il petrolio russo, il mercato energetico globale non pu\u00f2 rimanere stabile\u201d, ha scritto su Telegram l\u2019inviato economico russo Kirill Dmitriev, affermando che la revoca delle sanzioni da parte di Washington \u00e8 \u201csempre pi\u00f9 inevitabile\u201d. Un inaspettato aumento dei prezzi del greggio \u00e8 solo uno dei modi in cui&nbsp;<strong>Putin pu\u00f2 trarre vantaggio dalla guerra in Iran<\/strong>. Gli Stati Uniti e i loro alleati europei potrebbero trovarsi costretti a distogliere risorse e armi dal sostegno allo sforzo bellico di Kiev per contrastare un regime che, nonostante i proclami del presidente Usa,&nbsp;<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=4%3dNWKURT%265%3dR%26A%3dSSVN%26E%3dKVSXSX%26H%3d8CKCI_Arpp_Lb_Eqlq_Of_Arpp_KgJMF.0FF2FAB2E2.9C_Insi_Sc9C_Insi_ScFD3yB24xP2FA5_Arpp_Kg91CKx3vF-x-5A36B-x-09-DDFIE-49xCxE29-KTOVNY%261%3d%269B%3dSRSSY%26GI%3dKaOVSTNSJXQRNS%265%3dULZ11O3VTMYWYP6R4JRVWPSQ3uV2x1ty6NaWTt4QVOTSWtY11KRUVw5T3QXORMS3VN4O&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">non sembra affatto prossimo alla resa<\/a>. Anche per questo, Mosca ha tutto l\u2019interesse nel fatto che il conflitto in Medio Oriente continui il pi\u00f9 a lungo possibile, secondo una logica di minimo sforzo, massima resa.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u200aL\u2019Europa paga il conto? In questo scenario, la misura americana non poteva non sollevare&nbsp;<strong>critiche tra gli alleati<\/strong>. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la situazione nello Stretto \u201cnon giustifica in alcun modo\u201d un allentamento delle sanzioni contro la Russia, che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito&nbsp;<strong>un \u201cgrave colpo\u201d&nbsp;<\/strong>per il suo Paese e per il mondo intero: \u201cCome si possono revocare le sanzioni alla Russia se \u00e8 l\u2019aggressore? Si creerebbe un precedente che altri potrebbero seguire, e non in modo positivo\u201d. Condanne sono arrivate anche dalla Germania, la cui ministra dell\u2019Economia Katherina Reiche ha accusato Washington di \u201c<strong>alimentare il bottino di guerra<\/strong>&nbsp;di Vladimir Putin\u201d. A Bruxelles, i funzionari insistono sul fatto che l\u2019Ue manterr\u00e0 la rotta. Ma, in privato, guardano ai repentini cambi di strategia della Casa Bianca con apprensione. \u201cDal punto di vista dell\u2019Unione Europea, la situazione \u00e8 molto chiara: dobbiamo continuare a esercitare la massima pressione sulla Russia e, in effetti, l\u2019attuale impennata dei prezzi del petrolio e del gas potrebbe fornire alla Russia entrate inattese\u201d,&nbsp;<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=3%3d1dGT5a%261%3dQ%26n%3dZOU1%26L%3dGU6eOW%26u%3dE9JpP_7qSw_Ha_rxhp_2m_7qSw_GfwTB.5uO4DeT8.3oJ_7qSw_GfmV-tKrL55_rxhp_2mGZ2c_7qSw_Gf0Z_7qSw_Gf1g_7qSw_GfsB16-dBu5aQxDg-B0-1nA-0I-cIpIh-LA5r-O0IsFp-IaKrJiL3I-rB19eC-pI-pOx3eP-8EaO%26s%3d%269s%3dYJS0e1a8p%269I%3d2gGV0ZFS1dIR5Y%26w%3dT9fM61YqQcXKUeALYfeJS49JY00uXdauYa8NV7drWeXOZ7bsU48qZb0GT4fpXacq&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">ha dichiarato Valdis Dombrovskis<\/a>, Commissario europeo per l\u2019Economia, spiegando che il contrario \u201csarebbe controproducente\u201d dal momento che \u201crafforzerebbe le capacit\u00e0 della Russia di portare avanti la guerra, indebolendo il nostro sostegno all\u2019Ucraina e anche gli obiettivi che gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di raggiungere in Iran\u201d.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u200aUcraina e Iran: guerre parallele? La crisi mediorientale rischia di produrre effetti diretti anche sul conflitto in Ucraina, alimentando&nbsp;<strong>una competizione tra fronti geopolitici<\/strong>. Se ogni guerra ha una propria logica, un contesto e dinamiche autonome, infatti, le confluenze tra i due scenari sono difficili da ignorare. Un elemento comune \u00e8 il ruolo degli Stati Uniti e, in particolare, del presidente Trump: pienamente impegnato nel confronto con l\u2019Iran al fianco di Israele, ma al tempo stesso sostenitore incostante per Kiev.&nbsp;<strong>Mosca osserva gli sviluppi con interesse<\/strong>. Da un lato beneficia dell\u2019impennata dei prezzi energetici e delle tensioni sui mercati. Dall\u2019altro vede alcuni dei propri partner \u2013 dall\u2019Iran al Venezuela \u2013 coinvolti o indeboliti da nuove crisi regionali, senza avere la capacit\u00e0 di sostenerli pienamente. Se al Cremlino non resta che manovrare al meglio gli eventi per ottenerne il massimo vantaggio, la vera incognita riguarda&nbsp;<strong>il prezzo politico ed economico per gli Stati Uniti<\/strong>. Anche se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire rapidamente, molti analisti ritengono che servir\u00e0 tempo perch\u00e9 il mercato energetico torni ai livelli precedenti alla crisi. E mentre Trump continua a rivendicare la forza dell\u2019industria petrolifera americana, i sondaggi raccontano un\u2019altra realt\u00e0: circa&nbsp;<strong>otto americani su dieci<\/strong>&nbsp;sono preoccupati per l\u2019aumento del prezzo della benzina. E non \u00e8 un dettaglio marginale. \u201cGli americani fanno il pieno di benzina in media 50 volte all\u2019anno \u2013&nbsp;<a href=\"https:\/\/tr.ispionline.it\/e\/tr?q=0%3dCXPaGU%260%3dX%26z%3dTXbC%26F%3dPbHYXd%267%3d9HQ2J_Fxeq_Qh_4rqw_Dg_Fxeq_Pm9NK.C6.4CJ_4rqw_Dg1LzK3K6_Iozb_SdfKaX8pXz-dDS4-aGXV-fC3P-ZKYzCnVz0LWz%26A%3d%26uJ%3dPbEaV%26Q5%3dSXYHaQXERUaDVP%26E%3do51eKTyeEUSBHUTfJS19GTUCLX2Ym31gn43bpZ4bC4WdDVSCnTPYrV1cF8m2y6OBqVUZ&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">osserva Kevin Book, responsabile della ricerca presso ClearView Energy Partners<\/a>&nbsp;\u2013 quindi sono 50 le possibilit\u00e0 che hanno di pentirsi del loro ultimo voto\u201d. A meno che non riesca a chiudere presto il conflitto con l\u2019Iran, Trump potrebbe avere presto un\u2019altra cosa in comune con Putin: essersi imbarcato in una guerra che \u2013 avendo sottovalutato la reazione dell\u2019avversario \u2013 si protrarr\u00e0 pi\u00f9 a lungo del previsto.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Il commento<br>Di <strong>Matteo Villa<\/strong>, Head, ISPI PolicyLab<img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"auto\" src=\"https:\/\/img.tr.ispionline.it\/static\/172454\/assets\/1\/28716000400918663_zc_v1_1690484003048_virgolette_bianche.png\" alt=\"\"> \u201cOssigeno per Mosca.\u00a0La decisione americana di \u201cliberare\u201d i barili di petrolio russi bloccati in mare \u00e8 una conseguenza paradossale della crisi di Hormuz. Proprio l\u2019incapacit\u00e0 di Mosca di proteggere l\u2019Iran (uno degli ultimi alleati rimasti in Medio Oriente) e la risposta di Teheran, che ha quasi azzerato il traffico commerciale nello Stretto, stanno generando un inatteso vantaggio per il Cremlino. Prima della crisi, quest\u2019anno la Russia avrebbe probabilmente dovuto affrontare un forte calo delle entrate energetiche. Ora, invece, sorride\u201d.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ISPI Daily Focus | 13 marzo 2026 IRAN E UCRAINA: IL PARADOSSO ENERGETICO DELLA GUERRAL\u2019escalation fa salire il prezzo del greggio e Trump autorizza l\u2019acquisto di petrolio russo. 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