Amici e simpatizzanti di Politica,
oggi mercoledì 15 maggio i palestinesi, specie quelli dimoranti nella striscia di Gaza immagino non solo ricordano ma, purtroppo si trovano a rivivere direttamente la Nakba, la catastrofe del 15 maggio 1948. Fu allora che circa 700 mila di loro, che si trovavano nelle terre che furono teatro della prima guerra arabo-israeliana, divennero sfollati.
Da mesi i giovani di tutto il mondo, universitari e liceali, si stanno mobilitando, affinché abbia inzio una tregua, un cessate il fuoco, che avvii efficaci negoziati di pace. A Bologna il 4 maggio, con un accampamento di tende in Piazza Scaravelli, ha avuto inizio l’Intifada studentesca, che termina, giust’appunto oggi, in ricordo di allora.
La dimostrazione è in solidarietà con i giovani accampati dell’Università palestinese di Birzeit. In un comunicato dell’Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA) gli universitari bolognesi informavano che si aspettavano, per domenica 12, una grande partecipazione per la loro “acampada”.
Nel corso di questi giorni, come lì affermato, in un mondo che per 75 anni ha voltato le spalle al diritto del popolo palestinese, un primo, piccolo, importante passo è stato compiuto. E’ infatti da venerdì 10 maggio il riconoscimento della Palestina come Stato membro all’interno dell’Assemblea delle Nazioni Unite (ONU). E’ un passo, ma naturalmente, ancora non basta. Di guerre, di pace e di disarmo si parla un po’ ovunque. Anche l’incontro promosso dall’Associazione il 6 maggio è stato seguito e partecipato veramente da molti.
A Firenze, domani, al Teatro Niccolini, sarà presentato il libro “Bisogna smettere di armare il mondo” di Augusto D’Angelo, edito da Antonio Pagliai. E’ un’iniziativa questa che ha coinvolto la Fondazione La Pira di Firenze e il Comitato archivio di Giulio Andreotti. Entrambe le organizzazioni hanno ricostruito – sono oltre 160 lettere- il carteggio inedito intercorso tra questi “due uomini di fede, con idee divergenti, ma che hanno trovato sempre le modalità per convergere sulla difesa dei principi comuni”. Della figura di La Pira, di come si sia sempre prodigato per la pace, si è occupata la Fondazione fiorentina con l’allestimento di una mostra al Parlamento europeo, inaugurata a Bruxelles il 9 aprile. Su di lui e un altro uomo, il vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, scomparso poco meno di un anno fa, si è parlato al Salone del libro, lunedì 13 maggio. Di questi due uomini di pace, che hanno insegnato la pace – scrive Antonella Palermo su vaticannews.va/it – hanno parlato l’Abate di San Miniato al Monte, padre Bernardo Gianni e il sociologo Franco Garelli. Quest’ultimo ha sottolineato come per Monsignor Bettazzi “non bastava invocare la pace nell’ora dei conflitti e neppure predicare la non violenza quando nemmeno si sa di cosa si tratta”. Occorre – ha continuato Garelli, nel ricordare il pensiero del vescovo, che si è sempre mosso al di là di un pacifismo ingenuo – “ascoltare le ragioni di tutti e individuare i condizionamenti che gravano su tutti, compresi i fenomeni economici e culturali che stanno alla base dei conflitti”. Padre Bernardo, richiamando il sindaco di Firenze, ha evocato come sia stato un “uomo capace di innervare dal basso e attraverso le istituzioni, quella fraternità trasversale, inclusiva di cui oggi c’è estremo bisogno”. Subissato di critiche sia da parte delle sinistre, sia delle destre, il giurista, “con uno sguardo abitato e anche lacerato dalla fede”…”ha impresso, con la sua testimonianza, una conversione di metodo, di stile nell’attitudine all’ascolto della città”.
Ancora su La Pira e guidati da Massimo Fratini, si parlerà in Città il 30 maggio. Giorgio La Pira amava i giovani che lo ricambiavano. Ho iniziato questo preambolo aprendo con la loro voce di dissenso. Ci sarà modo, prossimamente, di ritornare a parlarne. Un altro imminente impegno ci attende, per il Piemonte sarà doppio, ossia il rinnovo del Parlamento europeo insieme con le elezioni regionali.. Non essendo riusciti ad organizzare uno specifico incontro pubblico, per ovviare, almeno in parte, si propone la lettura del libro predisposto dal Forum Disuguaglianze e Diversità di Fabrizio Barca, “Quale Europa Capire,discutere,scegliere” a cura di Elena Granaglia e Gloria Riva, Donzelli editore.
Ultimo, ma non ultimo, l’invito a partecipare il 3 giugno alla prossima iniziativa predisposta dall’Associazione e che ci permetterà di reincontrare e di ascoltare Francesco Pallante intorno al suo ultimo libro “Spezzare l’Italia Le regioni come minaccia all’unità del Paese”.
A seguire la locandina.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
