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Silvia COSTA è la coordinatrice del secondo panel. Nel primo l’attenzione è stata posta sui legami da creare, mentre in questo, come si vedrà, i relatori, nell’ordine, Paolo CIANI, Emiliano MANFREDONIA e Francesco RUSSO , cui farà seguito l’intervento di Pierluigi CASTAGNETTI,si concentreranno sulle reti di comunità. Prima di cedere la parola osserva che tra le fila di chi componeva il Partito Popolare una domanda era rimasta inespressa, quella del voto alle donne che dovranno attendere fino al 1946. Cita Angela Guidi Cingolani, conosciuta di persona e che, novantenne, le tenne a dire che quell’ingresso non fu per “gentile concessione”, ma per riconoscimento. (LaCingolani fu una delle 21 donne che presero parte all’Assemblea costituente). Accenna a un’altra donna, Tina Anselmi , che, 17enne, dopo aver assistito all’impiccagione di giovani partigiani,compagni di liceo, entra nella Resistenza e, credendo “nell’importanza dell’esserci”, farà della Politica la sua vita. Anticipa di Paolo CIANI, esponente storico della Comunità di Sant’Egidio, già Deputato e attuale Consigliere regionale, MANFREDONIA, presidente dell’Associazioni Cristiane Lavoratori italiani (ACLI) nuovamente riconfermato per i prossimi 4 anni L’ACLI istituita 80anni fa nel mondo conta circa 1 milione di iscritti e RUSSO, amministratore nel Friuli….Di fronte a tutti gli avvenimenti che minacciano l’Umano, come molti prelati suggeriscono da Monsignor Gambetta a Monsignor Zuppi, occorre che i cattolici impegnati in Politica, all’interno del PD, attuino un percorso nuovo, più partecipato e di collaborazione alla pace. Afferma Monsignor Zuppi “… non c’è democrazia senza un noi ” .
Paolo CIANI “Mi soffermerò su un tema quello della salute”…. L’art. 32 della nostra Costituzione recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Detta norma, varata nel 1978 con Tina Anselmi, a capo del Ministero, è stata così “rivoluzionaria che il Paese ha impiegato trent’anni per applicarla. Questo Governo la vuole smontare, volendo far venir meno la globalità delle prestazioni e l’universalità del trattamento”…. “Tra 25 anni quasi 2 italiani su 5 avranno più di 65 anni. C’è il problema del personale medico” Si è di fronte alla fuga dal servizio pubblico che lamenta scarsità di personale e retribuzioni inadeguate e, come se non bastasse, c’è la povertà di chi ormai non si cura più. “Le attuali misure di Welfare non sono più bastevoli nè per gli anziani, nè per i giovani, nè per le famiglie. “Chi – continua -nasce in Italia è italiano”. Affronta il problema migratorio facendo riferimento agli accordi con la Libia dove i campi profughi sono, come il Papa li definisce, i nuovi lager….” Una sintesi umana è possibile quando ci spostiamo dalle politiche dell’io al noi….Vogliamo vivere il nostro tempo , che è un periodo grave, occupandoci di ciò che ci circonda…Le idealità se vissute insieme possono dare un contributo nuovo e diverso”.
Silvia COSTA prima di dare la parola al successivo relatore, riprendendo le parole di Sergio Mattarella, ricorda che la democrazia si costruisce anche attraverso ” il prendersi cura”.
Emiliano MANFREDONIA. Il presidente ACLI entra subito nel vivo. Il cuore del problema è rappresentato dall’astensionismo, ormai al 50%. Dirà “… bisogna rispondere alle paure delle persone”.. .Qual’era il senso della Democrazia (cristiana)? …mi ritrovo con le parole di RUFFINI, ma ogni tanto alcune persone dal tempio vanno cacciate…” Il mondo delle associazioni è presente e richiama le ACLI, Sant’Egidio, gli Scouts nel cui impegno si riflette il significato del Giubileo della Speranza. Ancora,”…. la Costituzione và attuata, ma non a colpi di maggioranza”. E richiama la volontà dell’attuale Governo, con il suo tentativo di intervento sull’autonomia differenziata e di proposta sul premierato, che modificherebbe l’assetto costituzionale in essere. “…la Politica dev’essere finanziata pubblicamente, per poter essere un luogo dove tutti possono inserirsi”.
E’ il turno di Francesco RUSSO, già senatore, attualmente è il vice presidente del Consiglio in Friuli. Esordisce dicendo ” E’ una buona notizia essere qui, testardamente, a parlare di Politica. Ci siamo ritrovati lo scorso luglio , un centinaio di amministratori per condividere un cammino di fraternità con un cambiamento radicale e a metà febbraio coi ritroveremo a Roma. In sintesi le novità che nascono dalla Settimana sociale di Trieste sono: 1) Fine della retorica della Prepolitica nella comunità ecclesiale; 2) Politica è amore politico. E’ qualcosa che spetta a ciascuno di noi, all’interno della propria Comunità ecclesiale; 3) I cattolici che sentono la responsabilità del bene comune e che si riconoscono nella Dottrina sociale della Chiesa li ritroviamo all’interno dei partiti di centro-sinistra, dei movimenti civici e anche nel centro-destra. “Noi abbiamo la responsabilità di dialogare con tutti”…” è una proposta ambiziosa”. Le risposte a un sondaggio indicano che il 21% degli italiani non disdegna un sistema totalitario, perché più funzionante e l’11% al riguardo si dichiara indifferente. La rete che si costituirà ha consapevolezza della necessità di un ripensamento dell’attuale politica. Le analisi di Touqueville e dei grandi pensatori del ‘900 portò alla costruzione di una classe politica che la dispose a un agire politico da cui scaturirono grandi opere. Alcuni di costoro, inoltre, percepirono la Politica come vero servizio. ” Un’ultima riflessione- continua Russo – ricordo alcune date, periodi significativi: il primo dopoguerra, il secondo, gli anni ’70, l’Ulivo di Romano Prodi… e se sull’analisi siamo d’accordo la rete , la piattaforma, partendo da un gruppo di amici, sarà di certo positiva. Concludo come si usa dire a Trieste: Buon vento, al lavoro di tutti noi.
La coordinatrice COSTA sintetizza quanto ascoltato fino a quel momento con poche, salienti frasi. “Si è alle prese con la volontà di una ricostruzione materiale e morale del Paese, ma non basta solo ragionare, occorre ascoltare”.
L’ascolto delle parole successive avverrà da Orvieto dov’è in corso l’Assemblea Nazionale di LibertàEguale. I partecipanti dibatteranno in quel giorno e nel successivo su” Idee per una sinistra di Governo. Cosa dobbiamo, cosa vogliamo, cosa possiamo”.
Sullo schermo si aspetta che appaia PierLuigi CASTAGNETTI
Nel trascorso passato, molti anni fa, credo sia stato nei primi anni del 2000, e prima dello scioglimento del Partito popolare italiano, l’avevo visto e sentito parlare dal vivo a Torino. L’evento era stato organizzato presso il Palazzo Falletti di Barolo. Quello che allora mi colpì, in modo particolare, fu un paragone che poi ho risentito, in anni recenti, in altro contesto. Fece l’esempio della costruzione di una cattedrale e come alcuni operai, che lì vi lavoravano, vivevano quelle ore di fatica. Uno imprecando, l’altro contento e soddisfatto che quel lavoro gli avrebbe dato una buona retribuzione e il terzo felice e fiero perché prendeva parte all’edificazione di una costruzione che oltre ad essere bella, era importante. Il senso era che l’impegno, qualunque esso sia, va vissuto con quest’ultima prospettiva.
Pierluigi CASTAGNETTI, già parlamentare, ha cessato il suo mandato nel 2013. Oggi è Presidente della Fondazione Persona, comunità e democrazia di Roma e della Fondazione ex campo di concentramento Fossoli di Carpi. Collaboratore di don Giuseppe Dossetti, poi di Benigni, Zaccagnini e Mino Martinazzoli, è stato un esponente della Democrazia Cristiana. Dal 1999 al marzo 2002 ha ricoperto l’incarico di Segretario nazionale del Partito popolare italiano (PPI), riattivato dopo che la vecchia Diccì era collassata a seguito delle indagini di ” Mani pulite”. Prima dello scioglimento dello PPI, essendo un fautore del rinnovamento dello schieramento centrista e dell’alleanza con la sinistra, nel 2000, insieme ad altri leaders, promosse la costituzione di un raggruppamento elettorale denominato “Margherita”. La Margherita si presenterà alle elezioni politiche del 2001 con la coalizione de “L’Ulivo” , a sostegno di Francesco Rutelli, Presidente del Consiglio. Il risultato del consenso ottenuto, 14,5%, convinse i propugnatori a dar vita a un vero e proprio partito unitario “Democrazia è libertà – La Margherita” che si costituirà nel marzo 2002.In questo nuovo schieramento, di ispirazione europeista e sensibile alle questioni ambientali, s’incontrano forze e culture diverse, legate al cattolicesimo democratico e al liberalismo democratico. L’esperienza, sempre positiva, alle Europee del 2004, con la lista unitaria ” Uniti nell’Ulivo”, corroborerà l’idea di costituire una vera e propria Federazione dell’Ulivo (Fed). Nel 2006 alle elezioni politiche il nuovo partito sostiene Romano Prodi a Presidente del Consiglio. Nel 2007, nel 2° Congresso della Margherita si approva la mozione che entro il 2008 si andrà a costituire il Partito Democratico, il partito di centrosinistra, in cui si troveranno insieme i Democratici di Sinistra, formazioni minori e quanti decideranno di aderire al nuovo soggetto politico.
I 17 anni che sono seguiti, i tanti Segretari che si sono avvicendati al vertice del PD, hanno fatto emergere ciò che allora, istintivamente, i militanti di base, ex DC ed ex PCI, mugugnando, continuavano a dire: “Questa è una fusione a freddo”.
Sullo schermo si presenta una persona. E’ Giorgio TONINI, promotore con Enrico Morando e Stefano Ceccanti delle due giornate di Orvieto.
“In gioco oggi c’è il futuro della democrazia….Si pensava che con la pace le spese militari sarebbero diminuite come così pure la povertà e invece con l’inizio della globalizzazione lo scenario che ci troviamo di fronte,se si guarda all’Africa e all’Asia, è inquietante”. La constatazione è che con la sconfitta del comunismo, il capitalismo ha finito con il contrapporsi alla democrazia. Si pensi – continua Tonini- alla Cina, alla Russia di Putin, al mondo arabo, Stati diversissimi tra loro eppure integrati nel modello di un capitalismo cannibale che fa crescere a dismisura il senso di precarietà e mina la sicurezza del vasto mondo sociale, rappresentato dal ceto medio.”E’ una tempesta che non si sa se sarà superabile dalla navicella democratica e che pone la stessa democrazia americana in difficoltà”…. “Le sorti dell’America sono anche nelle nostre mani europee…. Settant’anni fa moriva DeGasperi. Egli costruì la via maestra, quella stessa che oggi ci presenta un nuovo dilemma” . Ricorda – come non si stanca mai di dire il Presidente Mattarella – che se si vuole la pace bisogna difendere la democrazia e difendere l’Europa. I fondi per le spese militari dei 27 Paesi europei vanno inseriti in un’unica difesa europea… “Il Governo Meloni è ambiguo e le ambiguità vanno risolte… Non scontri ma sfide…Abbiamo tante cose da fare”.
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Sullo schermo appare Pierluigi CASTAGNETTI
