di Marina Corradi
Ogni mattina, appena sveglia, apro il web dei quotidiani. Da anni, tra Ucraina e poi 7 Ottobre e Gaza, sono legnate. Ma ultimamente le notizie, più che legnate, sono proprio pugni in faccia, di quelli che stendono i pugili sul ring. Trump afferma che la guerra in Ucraina non è iniziata con un’aggressione russa. Quelle centinaia di carri armati che varcavano il confine, le fosse comuni a Bucha, le città distrutte, no, non erano un’aggressione a un Paese libero. Trump sbeffeggia Zelensky: “comico modesto” e “dittatore”. Mosca applaude. L’Europa come di colpo abbandonata dal suo grande alleato, dai liberatori dell’ultima guerra. Leggi e fatichi a crederci. Speri: questo è un teatrante, domani cambia idea. L’Europa, dapprima sbigottita. Poi si levano i tedeschi, e Macron, e Londra contro le falsità di Trump. L’Italia, no. L’Italia che è sempre stata al fianco dell’Ucraina, no. Per 48 ore almeno, silenzio. Il mondo ti si sta ribaltando sotto ai piedi. L’ex premier Conte afferma che, essendo chiara fin dall’inizio la schiacciante superiorità russa, era inutile iniziare questa guerra. Teoria singolare.
