Piero Antonio Carnemolla
Con una lettera indirizzata ai Vescovi degli USA Papa Francesco è intervenuto sullo spinoso problema relativo al fenomeno dell’emigrazione clandestina e alla permanenza su suolo straniero di quanti sono stati costretti a fuggire dal proprio paese. Lo stile dell’epistola è benevolo, affabile, fraterno e privo di quelle asperità che avrebbe potuto suscitare un certo tipo di imbarazzo o anche irritabilità̀ nei destinatari. Due sono le tematiche desumibili dalla lettura del documento. La prima teologica e la seconda sociologica, ma entrambe logicamente saldate e interdipendenti. Ricorda il Papa ai vescovi statunitensi che «Gesù̀ Cristo è il vero Emanuele (cfr. Mt 1, 23); ha vissuto anche lui la difficile esperienza di essere cacciato dalla propria terra a causa di un pericolo imminente per la sua vita e l’esperienza di rifugiarsi in una società e una cultura estranee alla sua. Il Figlio di Dio, nel farsi uomo, ha scelto anche di vivere il dramma dell’immigrazione».
