Amici e simpatizzanti di Politica
nel corso degli ultimi direttivi ci siamo riproposti di partire dal passato per meglio comprendere questi tempi presenti. Questo è il motivo per cui intendiamo proporre, a partire dal 5 maggio p.v., un breve ciclo di incontri, il primo dei quali a Torino, presso Binaria, in via Sestriere 34, vedrà come protagonisti Giacomo Matteotti e Piero Gobetti, in qualità di oppositori e resistenti al ventennio fascista. A seguire si parlerà delle ”Leggi Fascistissime”. Mi fermo qua, non vado oltre. Piuttosto penso che, in questi giorni, anche chi legge ha provato un certo sgomento ai primi risultati ed effetti che la politica trumpiana ha prodotto sui mercati mondiali… Miliardi di dollari andati in fumo in poche ore e, per pochi intimi, già ricchi, guadagni da capogiro, per via di certa furba politica, sempre trumpiana! Donald Trump, che da sprezzante immobiliarista pensava di risolvere in quattro e quattro otto Gaza e l’Ucraina, terre martoriate per via della cupidigia e bramosia umana, deve fare i conti con i tempi della politica. Come indicava La Pira, occorre sempre più che questa, capovolgendo il metodo, da machiavellismo divisivo e, in vista dello scopo, finanche, e addirittura, bellico, venga trasformata in dialogo, in “arte della pace”. Egli con il suo agire, fatto di operato schietto, diceva che la via è: “Non uccidere, ma vivificare ed amare! … e l’assunzione…. è la metodologia dell’Evangelo, una metodologia che impone a tutti i popoli di amarsi e di integrarsi reciprocamente come membri solidali di un unico corpo mistico… che pone come norma di azione la grande beatitudine che dice: – beati i mansueti, perché essi possederanno la terra (Mt. 5,5)”. E come ebbe a dire di lui Giuseppe Dossetti, suo grande amico, “Fu per questo un vero politico, non del secolo scorso, e neppure degli ultimi quattro decenni: ma potrebbe essere vero politico di oggi nella presente crisi ( siamo nel 1992)… e potrebbe essere vero politico di domani…”.
Sull’incontrovertibile punto dell’inevitabilità della pace si sono spesi fiumi di inchiostro e si sono adoperate menti fini, dal mistico al laico, ed è un sovrappiù scrivere che questa, la pace, dev’essere acquisita e ritenuta tale da tutte le parti in causa, siano due o più soggetti ad essere coinvolti.
Prima di accomiatarmi, un pensiero alle prossime festività civili, la Liberazione del 25 aprile, che tanto sangue ha fatto scorrere, e il Primo maggio, festa dei lavoratori. Infine la segnalazione di quattro letture. La prima, un articolo dello psicanalista Massimo Recalcati, apparso su “la Repubblica” mercoledì 9 aprile, dal titolo “Dalla televisione ai social: una nuova mutazione antropologica?”. La seconda, un altro articolo “Intelligenza Artificiale. L’etica delle macchine ci riguarda. Cosa può fare l’uomo” di Vincenzo Ambriola, Adriano Fabris, pubblicato su “Avvenire” domenica 13 aprile. La terza, un libro: “Le sfide etiche dell’intelligenza artificiale” di Pier Carlo Maggiolini con Maria Grazia Fugini, Ledizioni, di cui Gian Paolo Zara sta predisponendo la scheda. Infine la recensione del libro di Bruno Quaranta “Le nevi di Gobetti”, scritta da Gianna Montanari per il settimanale “La voce e il tempo”. Non so ancora se Maurizio, come ogni anno, ci proporrà dei suoi versi. Speriamolo.
Una buona e santa Pasqua.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
