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Diario minimo: IV° cap. – Alzarsi in piedi

Posted on 19 Maggio 2025

(prosegue 4)

Pier Luigi CASTAGNETTI chiarisce subito per la stampa che non nascerà alcun partito politico. “I partiti sono fatti dalla Storia, cioè dalle domande che il periodico storico pone…Noi abbiamo voglia di discutere, soprattutto nel campo politico che ci riguarda. Qui sono arrivate le destre, come un secolo fa, quando il fascismo si è collocato in Parlamento. Ieri, a Vienna, una rete civica ha portato in piazza 50 mila persone. Da altre parti ci si preoccupa. Meno di 5 elettori su 10 non va a votare. Perché non lo fa, perché non se ne discute? Occorre capire i processi”. Prosegue e di lì a poco dirà: “ di presentismo la politica muore, perché non va da nessuna parte….E se la democrazia non sa più rispondere, non sa più cosa dire, noi abbiamo il dovere di guardare fuori. C’è la voce dei cattolici, il laicato cattolico. Ascoltiamoli”….L’Europa che ha in testa Meloni non è quella di De Gasperi e di Spinelli. “Com’è questo mondo – si chiede il parlamentare di lungo corso – dopo due guerre mondiali? Sopraffatti dalle abitudini si vive nell’indifferenza, fino a diventare più cinici. Le guerre in atto ci lasciano un disordine internazionale che non so come possa essere ricomposto. L’ONU, i vari organismi internazionali non hanno la presa dovuta e il liberismo delle piattaforme digitali non aiuta di certo i cittadini. Non ci sono più regole. La democrazia è fatta di limiti, di regole. E se non è devastazione politica questa, cos’altro è? E se non prestano attenzione a tutto ciò i democratici e i progressisti a chi compete questo onere?”. Castagnetti ritorna alla domanda che si pongono i giornalisti se si vuole ricostruire il Partito Popolare. La risposta, “è un chiaro, no… però con occhio attento vogliamo vedere com’è diventato questo Paese. Avvalerci di schemi e metodi con cui poter cambiare la struttura sociale del Paese che è fortemente in crisi. Intendiamo guardare rasoterra”. Il disagio dei giovani, degli adolescenti, delle famiglie è evidente. E i riferimenti non sono solo culturali, riguardano anche la sfera esistenziale e familiare. C è una mancanza di fiducia nel futuro. Del vivere e vivere pienamente l’esistenza. C’è paura a maneggiare la vita e la generativita’, cosa trattiene e perché fa paura la vita? I vari bonus attivati servono, ma non bastano. Si è smesso di parlare di famiglia di cui si fa riferimento all’articolo 29 della Costituzione. Si deve guardare alla nuova generazione che vive questo disagio, dando loro prospettive di speranza per il loro futuro. C’è vivacità nell’impegno dei laici cattolici. A Orvieto, in questo momento c’è il nostro pensatoio, la nostra fucina. Il cattolicesimo democratico è stato sempre esperienza vivente e con essa si è recuperata la responsabilità di fare pezzi del cammino insieme”.

La sessione pomeridiana si è avviata con l’intervento di Romano Prodi che riassumero’ tra poco. Non farò menzione delle presentazioni di tante iniziative di amministrazioni locali, soprattutto lombarde, molte delle quali ancora in atto. Venire, comunque, a sapere di tante realtà, magari anche piccole, ha contribuito a dare quel senso di nuovo ossigeno  cui accennavo all’inizio di queste pagine virtuali. Il resoconto di questo 18 gennaio 2025,  si esaurira’, quindi, andando direttamente all’intervento conclusivo di Graziano Delrio.

Dall’evento milanese sono trascorsi ben quattro mesi… Troppi, si potrà giustamente obiettare, perché di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Nel mio piccolo, per quel che mi riguarda, proprio in questo lasso di tempo, sono stata impegnata in un’iniziativa, “Noi con La Pira”, iniziata a Pozzallo il 23 aprile scorso e in corso d’opera. Trovarmi sul posto mi ha portato a conoscenza che Pierluigi Castagnetti, tantissimi anni fa, forse più di 20, è stato a Pozzallo ed è riuscito finanche a  visitare la piccola Casa Museo della Memoria Giorgio La Pira. Apprenderlo mi ha fatto piacere. Per fine mese, giovedì 29, svolgendosi un altro evento che prosegue detta proposta e trovandomi sul posto, sarò curiosa di saperne di più. In campo europeo, dopo il brivido della prima votazione, si è da poco insediata la Cancelleria di Friedrich Merz, eletto al secondo turno. in Canada, l’avvio incandescente di Donald Trump, ha favorito il successo elettorale alla presidenza del candidato liberal Mark Carney. Mentre da appena 5 giorni, oggi è il 13 maggio, siede sul soglio pontificio, succedendo all’argentino José Bergoglio, un altro americano, Robert Francis Prevost. E non c’è dubbio che anche questo, per tutto quello che ci sta attorniando, è un segno dei tempi. L’America, pur con tutta la sua storia, che nell’immaginario, di certo italiano, ha da sempre costituito e rappresentato il “riscatto sociale e il miglioramento della vita ”, si trova a dover fare i conti con un’epocale crisi di identità. Questo Papa missionario di Chicago, già definito e considerato il Papa dei ponti, rappresenta la speranza di un nuovo mondo. Speriamolo, perché tutti credenti e no, ne abbiamo un gran bisogno.

Romano PRODI L’uomo che appare dinanzi alla platea non ha bisogno di presentazioni. L’unico che ha sconfitto Silvio Berlusconi, oggi è uno strenuo oppositore dell’operato del Governo meloniano, in carica da 900 giorni. Parte subito da un dato. “Siamo da 719 giorni in calo produttivo”. Sulla situazione economica italiana ci sarebbe da dire, perché ogni schieramento politico, tralasciando i minori, dice la sua e si finisce con l’essere più che mai confusi. Ma ci sarà occasione, in altro momento, di affrontare siffatto argomento in forma più completa e articolata. Continua il relatore bolognese: “La crisi non è congiunturale, ma strutturale. Il nostro tasso di crescita è inferiore al tasso minimo europeo… Il livello salariale non dà ai giovani alcuna  possibilità di costruirsi una famiglia”.

Alla luce di tutto quello cui stiamo assistendo e vivendo:1) drastico calo demografico, 2)passività sociale, 3)disagio esistenziale,4) aumento dei single e delle coppie dink,  mi chiedo (e mi viene spontaneo in quei momenti di scoramento che per fortuna sono alquanto rari) : “Ma c’è poi così tanta voglia di mettere su casa e famiglia?“. I tavolini dei dehors dei bar e ristoranti sono sempre occupati. Per carità è un segnale lieto e bello, ma, nello stordimento generale e con l’aria di confusione che tira, mi sembra fin troppo esagerato. È come se qualcosa non quadrasse. Ritorno a bomba.

Prosegue Prodi “Se da un lato nel mondo c’è la sfida cinese, con un crescente autoritarismo interno e la conquista del mondo africano dall’altro c’è Trump e Musk, (ancora Donald Trump non si era insediato con la sua guerra dei dazi e tutto il resto …) di fronte ai quali i nostri governanti sono diventati obbedienti e adattabili”. Non c’è dubbio, come avrebbe detto La Pira, in vesti fiorentine, che il trascorso Presidente del Consiglio gliele ha cantate per bene… “Il dilemma europeo nei confronti dell’America è la politica estera e la difesa unica che dovrà essere avviata… Entro i prossimi due anni – ha proseguito – il nostro obiettivo è definire un programma con uno spirito unitario di collaborazione che, in conformità del progetto evangelico, possa essere lievito e sale”. Essere lievito, perché occorre alzarsi, sollevarsi per poter meglio scorgere, guardare e quindi agire. Sale, perché questo rappresenta lo studio, la conoscenza e la comprensione della realtà. Proprio com’è avvenuto da quando ha avuto inizio la Repubblica che, per prima cosa, ha ricercato e investito sull’uguaglianza di tutti. Con la ricostruzione, attraverso Fanfani, amico ed estimatore di La Pira, si è avviata nel Paese una grande fase di edilizia popolare, si è poi intervenuto sul fisco, con Vanoni ed infine negli ultimi anni ‘70, è avvenuta ‘istituzione del Servizio Sanitario Nazionale con la prima ministra donna e già staffetta partigiana, Tina Anselmi.

Mi sento in dovere, a questo punto, anche per via dei venticelli che spirano oggidì , di fare ancora una piccola digressione. “Il 25 aprile 2025” dai festeggiamenti sobri è fresco di data. Si tratta di un  recentissimo commento di un personaggio pubblico, ascoltato in tivù,che mi ha fatto un po’ riflettere. Un’altra donna, Rosy Bindi, che ha ricoperto anche il ruolo di ministra (anche lei, sul finire degli anni ‘90 si è occupata di Sanità) senza mezzi termini, ha chiaramente fatto rilevare che gli attuali giovani di destra, non hanno fatto i conti con il passato, come è successo invece ai coetanei della giovanile di sinistra. Questi ultimi, da tempo, hanno preso le distanze dagli anni di piombo, dai brigatisti rossi, mentre così non è per niente avvenuto con i rappresentanti dell’altra sponda. Si nota, Infatti, che appartenenti a frange del terrorismo di matrice nera oppure esponenti di destra vengono ricordati e commemorati da giovani che, naturalmente, pur non avendo vissuto il ventennio mussoliniano,  ne rimarcano simboli e tendenze, a partire dal saluto fascista. Ritorno al resoconto.

La legge Anselmi, sul sistema sanitario, ha ricordato Prodi, in quei momenti ha suscitato commozione ed emozione. E forti di questo patrimonio di riformismo e di radicalismo, si è apprestato a concludere, saremo uniti “in una dimensione di servizio impegnato e gratuito, per affrontare i grandi cambiamenti di oggi e domani”.

Del terzo panel dal titolo “Al servizio governando. Cura delle comunità. Testimonianze lombarde”, come detto prima non riassumo. Termino con l’intervento di chiusura dell’ artefice dell’iniziativa.

Graziano DELRIO, già sindaco di Reggio Emilia, presidente ANCI e attualmente Senatore del Pd, innanzitutto si è augurato che “sempre più luoghi in cui il pensiero fluisca e possa aiutare gli altri” possano contribuire alla diffusione del patrimonio culturale del cattolicesimo democratico”… Questa giornata nasce da uno sguardo collettivo, la convocazione è avvenuta da parte di Comunità democratica, perché esistono persone che ogni giorno creano legami, facendo il proprio dovere… Ogni uomo ha una voce e la Politica bisogna che la ascolti”… Occorre avere “orecchio sulle grida che vengono espresse, ma non sempre lo si fa”, il passato mi ha rivelato la costruzione dell’avvenire, molti si sono messi fuori dalla Politica ed è da lì che danno i loro suggerimenti. Oggi ci siamo convocati, perché Trieste ha messo in campo qualcosa che si era accantonato, cioè l‘esigenza della democrazia. Tale forma di espressione va praticata perché ciò che è stato dato per acquisito, non sempre è così scontato. Pio XII in un suo messaggio a proposito della democrazia, la indicava  come il modo con cui si difendeva la dignità dell’uomo e il suo futuro. Non ci si riflette abbastanza, ma è in casa che ha inizio la democrazia ed è a cominciare da lì che la si difende. “Ecco  – ha continuato Del Rio – da dove è partita la convocazione  a trovarci e ad alzarci in piedi. In quali condizioni? Intanto dobbiamo capire che il senso comunitario è l’utilità di tutti. Se tu sai di non essere influente, non partecipi, in quanto non hai voce. Abbiamo bisogno di più intelligenza relazionale che artificiale… Se fino a vent’anni fa risultava connessa digitalmente il 7% della popolazione, oggi si è arrivati al 70%. La tecnologia ha grandi meriti, ma può distruggerci gli uni con gli altri, ecco perché i valori in cui crediamo ci inducono a… RACCOLTA”. Lo spirito della democrazia è soprattutto quello di promuovere la pace ed è un antidoto alla guerra. La Pira affermava che è l’assoluta inevitabilità della pace che ci deve guidare e che comporta e produce comunità includenti. Il Mediterraneo unisce tre grandi terre, l’europea, l’africana e l’asiatica… Non ci sono popoli che fanno la storia e altri che la subiscono. Ogni popolo ha diritto alla sua autodeterminazione. La strada, la via è la cooperazione, la collaborazione reciproca con una visione sovranazionale…Pace, democrazia, costruzione di una politica europea, di una Patria europea, non è esclusivo compito dei politici. La nostra è una cultura inclusiva… Abbiamo un metodo: non abbiamo in noi tutte le risposte e non è serrando i ranghi che si risolvono i problemi. Produrre cultura, ascoltare quanto in ambito locale è stato fatto e viene fatto è già Politica. Quello che è stato avviato oggi è una seminagione che ha senso. È una nuova partecipazione per non far morire la democrazia”.

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