Amici e simpatizzanti di Politica
il 20 luglio, all’interno dei “Dialoghi dello Spirito” puntate promosse dalle Acli nazionali, è stata presentata ”Fede e democrazia. La vicenda di Giorgio La Pira”, il cui contenuto potrà essere visto e seguito sul canale YouTube delle Acli. Inizio da questa notizia, perché con il sostegno dell’Associazione è stato possibile organizzare un concorso on-line che rientra in una manifestazione che, mensilmente, dall’aprile scorso, si svolge a Pozzallo e che terminerà a conclusione dell’Anno giubilare. Ha per titolo “Noi con La Pira – L’unione sponsale e la pace descritte dall’arte”. Filo conduttore di quest’avventura è l’amore nella sua variegata e poliedrica singolarità.
Di questo sentimento, di un suo aspetto ne parla Paolo D’Angelo che sul quotidiano “Domani” del 17 luglio, ha recensito il libro di Massimo Recalcati “Uno diviso due” che tratta dell’amore/odio fraterno. Dare, avere ossigeno è la caratteristica principe dell’amore fino al grado ultimo di contatto con l’Amore per eccellenza. Nella facciata della Chiesa di Sant’Ippolito della piazza di Borgo vecchio, a Bardonecchia, sovrasta maestosa la scritta “Domus Dei et Porta Coeli”. Ogni amore ha bisogno di una casa, una casa fatta di mattoni, ma ciò non basta.
Per cementare il sentimento amoroso occorre anche che la casa trasudi di affetto, di saggezza e di conoscenza, che qui sintetizzo in 2,3 e 9. Sono questi gli articoli della nostra Costituzione che don Piero Gallo, parroco di San Salvario a Torino, portava sempre con sé in tasca. Su uno di questi, l’articolo 3, molto si soffermo’ e lavorò il Costituente La Pira. Certa stampa per il suo impegno e agire che privilegiava, prima su tutto, i principi evangelici, appellandolo “Sindaco santo”, lo considerava un “politico scombinato”.
Eppure il Venerabile, con quel suo modo di agire, con quell’idea in testa di prodigarsi per il benessere e la pace nelle famiglie, sul lavoro e nel mondo, è oggi molto ricordato. L’attenzione agli ultimi, ai poveri, agli oppressi, ai diseredati, agli scartati – come avrebbe detto Papa Francesco – che La Pira ebbe costantemente presenti, lungo tutta la sua esistenza terrena, è il tema di fondo dello scritto di Piero Antonio Carnemolla, dal titolo ”L’azione politica è ancora la forma più alta di carità?” L’obiettivo di questa, si chiede l’autore “… Non è forse quello di individuare programmi reali che concretamente realizzino questo esercizio?”. Egli si pone questa ed altre domande, giungendo a un finale che, nell’invito a vigilare, lascia il sapore amaro di questi brutti, tristi tempi. Ritorno al 2,3 e 9 della nostra Costituzione. Di questi si fa cenno in un lungo articolo di Giovanni Maria Flick, pubblicato il 14 luglio su Avvenire, dal titolo: “Il sogno di una lingua universale: l’IA sfida la Torre di Babele”. Ne consiglio la lettura e val la pena di arrivare fino in fondo e soffermarsi a riflettere sul ruolo che l’Intelligenza Artificiale assolve in questo mondo caotico e confusionario. Mi sembra opportuno segnalare ancora un altro articolo. È apparso, all’interno dello stesso giornale, il 23 luglio, scritto da Antonio Spadaro, dal titolo “Quell’inquietudine che diventa un filo tra Francesco e Leone”.
Rinvia all’ultimo impegno letterario del gesuita messinese , già direttore di “La Civiltà Cattolica”, tutto incentrato su questo periodo di transizione che vive l’Ecclesia di fronte alle sfide che guerra, geopolitica e IA stanno imponendo al globo terracqueo.
Stiamo vivendo in una Torre di Babele che noi stessi stiamo contribuendo a costruire. Forse siamo troppo dimentichi del passato e le parole a seguire dovrebbero essere di monito e richiamo. Pur essendo stata avviata nel 1962, con Papa San Giovanni XXIII la primavera storica della pacem in terris, si legge – in un piccolissimo testo edito Tipografia Giuntina Firenze – “rimangono preoccupanti “zone d’inverno”, questi residui d’inverno hanno nel loro nome la loro definizione si chiamano nazismo, fascismo, franchismo, stalinismo, colonialismo, razzismo, nazionalismo, antisemitismo”. Così si espresse il professore Giorgio La Pira nei suoi discorsi di apertura e chiusura, in occasione del Congresso Internazionale contro la riorganizzazione del fascismo in Europa, avvenuto a Firenze dall’11 al 13 ottobre 1963. A entrambi egli diede un nome: Il valore della Resistenza. Non aggiungo altro.
Ultimo, ma non ultimo, l’avviso che l’attività pubblica di Politica riprenderà a settembre, martedì 16, affrontando la situazione carceraria nel capoluogo piemontese, con la presentazione del libro di Monica Cristina Gallo, garante dei detenuti di Torino, “18 anni + un giorno – Il perimetro del vuoto e della solitudine: giovani perduti nelle carceri per adulti”, edito Effata’.
Conto, fin dai prossimi giorni, di riprendere con la scrittura di Diario minimo. Ricordo che
l’occasione di avvio è stata la giornata milanese del 18 gennaio di inizio anno promossa da
Comunità democratica. Il nostro filo non si interrompe, ma, prudentemente, mi metto al sicuro e auguro di cuore, malgrado i tempestosi giorni, un buon riposo estivo.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
