Le diseguaglianze di ricchezza, una minaccia per il nostro futuro
Un dato di fondo: da un secolo i rendimenti medi della borsa sono attorno all’8% l’anno. I salari reali (da noi) per via della convergenza condizionata nella globalizzazione sono stagnanti o arretrano per inflazione e mancato rinnovo dei contratti.
Il risultato è scritto in partenza: chi ha patrimonio che può investire vede la propria ricchezza crescere molto più velocemente di chi vive solo di lavoro.
Il recente rapporto del G20 – Commissione Stiglitz sulle diseguaglianze di ricchezza ricorda che:
le diseguaglianze interne ai paesi stanno esplodendo;
Consideriamo anche che
· i due anni di maggiore diseguaglianza di reddito negli USA (1929 e 2007) hanno preceduto le due crisi più gravi;
senza redditi medi e bassi in salute, i consumi di massa si inceppano e l’economia si regge solo su “doping” finanziario.
Con l’ondata AI il problema si è ampliato: i guadagni futuri sono stati già capitalizzati nelle grandi Big Tech, arricchendo una quota minima di azionisti.
Da qui il ritorno nel dibattito di due parole tabù:
patrimoniale mirata sulle grandi ricchezze (ad es. un 2% sulle ricchezze oltre i 5mln di euro dello 0,5% più ricco, che 7 italiani su 10 considerano equo);
tassa sulle transazioni finanziarie per mettere un “granello di sabbia” nella speculazione ad alta frequenza e finanziare beni pubblici sociali e ambientali.
Non è vero che “non si può fare”: molti paesi già hanno forme di prelievo patrimoniale e la mobilità dei capitali è molto meno assoluta di quanto si racconti e può essere penalizzata con exit tazation.
La vera scelta politica è se vogliamo:
continuare ad accettare che la forbice tra chi vive di rendita e chi vive di salario si allarghi, alimentando sfiducia, populismi e conflitti;
oppure usare fisco e finanza per riportare le diseguaglianze entro limiti compatibili con crescita, democrazia e coesione sociale.
Ad aspettare lo “sgocciolamento” della ricchezza verso il basso che non arriva ci sono più di 5 milioni di poveri e 4 milioni di anziani non autosufficienti solo la metà dei quali percepisce un’indennità di accompagnamento.
La distribuzione del reddito e della ricchezza sarà la questione politica numero uno nell’era dell’intelligenza artificiale.
La stiamo trattando come tale?
i pezzi in cui ne parlo su
Avvenire
https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/la-vera-zavorra-sulla-crescita_100951
Formiche
