Amici e simpatizzanti di Politica,
siamo giunti in prossimità del Natale ‘25. Tra poco meno di un mese, giovedì 15 gennaio 2026, ci ritroveremo, grazie al lavoro certosino di Gianna Montanari, presso il Liceo Alfieri in corso Dante 80, dalle 16 alle 19, per ricordare Furio Jesi, indagatore geniale. Nel mentre, quanti pensieri, quanti accadimenti. Parto da un virgolettato apparso tre giorni fa ( oggi è sabato 20) sul Fatto Quotidiano. È di Lucio Caracciolo “… siamo in una fase di guerra in cui la propaganda gira a mille, ma abbiamo il dovere di informare con tutte le opinioni”. È quello che si cerca di fare proponendo tre articoli di portata internazionale riguardanti la guerra in Ucraina e gli Stati europei. Uno è di Rampini. È molto lungo, perciò preparatevi. Gli altri due, pervenuti dall’Istituto Superiore Politica Internazionale (ISPI) trattano il primo il tema Ucraina /Unione europea, quali aiuti. È fresco di arrivo,infatti, nel tardo pomeriggio di venerdì 19, è stato raggiunto un accordo che riguarda 24 Stati su 27. Si sono chiamati fuori Ungheria, Ceco e Slovacchia. Il secondo, ci porta Oltreoceano. È il discorso di Trump, in caduta libera per quanto riguarda il consenso popolare, che, in vista del Midterm, espone risultati mirabolanti! Propaganda alé, alé. L’ultimo articolo, di Pier Antonio Carnemolla, riguarda un fatto nostrano: il ponte sullo stretto. Titolo “Il ponte di Messina tra sogno e demenza”.
Per fortuna che in tutto questo marasma, ci ritroviamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, con i piedi ben saldi sulla terra, anticipando il discorso di fine anno, con il suo consueto aplomb e la solita chiarezza, è entrato nel vivo dei problemi che attraversano il Paese, dalle disuguaglianze crescenti alla mancata dignità sociale. Egli ha invitato i vari esponenti politici, di maggioranza e minoranza, a occuparsi concretamente dello stato di salute dell’Italia. A partire dai giovani, di cui non si parla, che diventerà argomento ancora più sensibile, dato che l’Italia invecchia sempre più e non mette al mondo figli.
C’è l’urgenza impellente – ha continuato il Capo dello Stato – di combattere l’astensionismo che tocca il 45% degli aventi diritto. La forza della democrazia, ha proseguito, si basa sulla partecipazione. E l’ha detto chiaro, chiaro. Papale, papale. Un commentatore, concluso il discorso presidenziale, ha ripreso il messaggio di Mattarella, soffermandosi su Pace e Democrazia. Quest’ultima, aveva detto il Presidente, è la premessa per un maggior confronto, ma la Pace ne è la condizione. E andare a votare, ha sottolineato il commentatore rinvia al votum che sottende fiducia. Da qui per i credenti, per la “grazia ricevuta”, la consuetudine a portare e donare il proprio ex voto.
A proposito di dono, e concludo, è stato un bel dono quello vissuto e ricevuto sabato scorso. Giorno 13, un nutrito gruppo di persone, riunitosi in Città, in via Sacchi 18, per un paio d”ore, ha ricordato molto familiarmente e affettuosamente Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura, ma anche al Commercio di Torino e Consigliere regionale, scomparso 5 anni fa. Tutti i presenti son tornati a casa con qualcosa in più, personalmente con tanto. Non ci avevo mai pensato, ma per quel poco che ho avuto modo di conoscerlo, Fiorenzo, rimasto, sempre nell’animo, un maestro, era proprio un risolutore.
Delle sue formule risolutive ne porto con me una, anzi due. Le ho imparate, spero bene e cerco di non dimenticarle mai. Adesso, con il periodo che cade a proposito, le condivido molto volentieri. La prima è : “La strada è larga”.
L’altra, un po’ più lunga, suona così: “Ogni persona è come acqua. C’è chi è liscia, chi è gasata e chi è… Ferrarelle!”
Grazie, Fiorenzo, che la vita continui a esserti lieve.
Buone Festività, di Sereno Natale e Buon 2026
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
