Amici e simpatizzanti di Politica
dopo l’incontro su Furio Jesi del 15 gennaio u.s. al Liceo Alfieri, che ha permesso di venire in contatto con una realtà vivace e dinamica, ora eccoci intenti sulla questione referendaria. Ormai è assodato che si voterà nei giorni 22 e 23 marzo p.v.
Il Governo ha comunque già deciso che i fuori sede non potranno andare a votare. Un elemento in più, questo, (considerata la scarsa propensione di recarsi al voto, specie e soprattutto se si tratta di quesiti referendari) per invitare quanti da tempo non votano a recarsi – al di là degli acciacchi e di quella brutta bestia che è la vecchiaia- al proprio seggio elettorale per andare ad espletare il diritto/dovere di votare. Detto ciò, un’altra piccola riflessione: le elezioni politiche si svolgeranno nel 2027, la chiamata alle urne di questa primavera riguarda unicamente il nostro sistema giudiziario. E a questo riguardo l’associazione Politica, mercoledì 25 febbraio, dalle ore 17,30 alle ore 19.00, promuoverà in Città un incontro sulle ragioni del No, presso il Centro culturale di via Dego 6.
Con questo incontro sul tema referendario si interrompe la consuetudine, per quei nostri dibattiti di sfera squisitamente politica, di presentare intendimenti e programmi di compagini diverse. Abitudine che si riprenderà a tempo debito. Al momento, anticipando già l’orientamento dell’Associazione, si propongono due pezzi. Il primo riguarda una lunga intervista di Vincenzo Antonio Poso a Francesco Prisco, già professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico, Diritto pubblico comparato e Diritto e Letteratura, presso l’Università degli Studi di Napoli, apparsa il 24 gennaio c.a, su “Giustizia insieme”, rivista giuridica on-line del Dipartimento di Scienze politiche e sociali di Trieste. Il professor Prisco parla con molta cautela. Il secondo, del 29 gennaio, ricavato attraverso Facebook, è del costituzionalista Michele Ainis che delinea nettamente la sua posizione.
Di diverso argomento, ancora due proposte di lettura. La prima riguarda la gestione gerarchica dei rapporti di potere, all’interno della Chiesa di Roma. Titolo “La Curia romana tra papa Francesco e Leone XIV”. A parlarne è Pier Antonio Carnemolla, nell’ articolo tratto da “Adista Segni Nuovi” del 31 gennaio 2026.
L’altra proposta ci porta in India. Nicola Missaglia, Jagannath Panda e Michele Danesi illustrano i “Cambiamenti negli equilibri dell’Asia meridionale”. L’articolo è stato pubblicato il 27 gennaio scorso dall’Istituto Studi Politici Internazionali (ISPI). Infine, a completamento di questa newsletter, le mie personali osservazioni a commento del referendum, la cui scheda che si andrà a ritirare così recita: “Legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare (G.U. 30 ottobre 2025, n. 253).
Scriverò su “Diario minimo”, da semplice cittadina, che idea in merito mi sono fatta.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
