Amici e simpatizzanti di Politica
nel 1946 padri e madri costituenti, queste ultime erano 21, dovevano fare i conti con un Paese in macerie. A 80 anni da allora gli italiani si trovano di fronte a un Paese che frana. Niscemi docet.
Il risultato del referendum costituzionale sulla Magistratura del 22-23 marzo è stato tranciante.
Gli italiani non hanno ritenuto opportuno approvare la riforma blindata voluta dal governo Meloni. La partecipazione degli aventi diritto è stata alta, il 58,9% e ciò che ha fatto la differenza è stata la fascia della popolazione giovanile 18-34 anni. Sono andati a votare 7 giovani su 10 che in massa hanno votato No.
Giorgia, la donna del popolo, madre e cristiana, è corsa subito ai ripari, ma l’esito del voto in sé, è una battuta d’arresto, su cui il cosiddetto campo largo di certo non dovrà cullarsi, se vorrà vincere alle prossime elezioni politiche. La situazione è affrontata in maniera schietta e chiara da due personalità che molto si sono spese. Una è Rosy Bindi, l’altro Tomaso Montanari. Ne hanno parlato venerdì 27 marzo rispettivamente su “La Stampa” e sul “Fatto quotidiano”. Le analisi esposte le si condivide e le si diffonde.
Sulla Magistratura, come su tanto altro, se non si vuole continuare a “franare” è necessario metter mani e speriamo che ciò sarà fatto nei dovuti modi e con la dovuta serietà.
Non posso qui ora non richiamare alcuni passi di una lettera che Giorgio La Pira scrive all’amica Fioretta Mazzei ad assemblea costituente appena avviata. È la sera del 24 luglio 1946.
Un mese prima, il 25 giugno, il professore di Diritto romano viene nominato a far parte dei 75 padri costituenti, che si suddivideranno in tre Sottocommissioni.
La Pira lavorerà con la I, che si occuperà dei Diritti e doveri dei cittadini.
Nel concludere questo preambolo, per non dimenticare le guerre in corso si propone l’ampia informativa dell’ Istituto Studi di Politica Internazionale (ISPI) del 28 marzo “ Guerra in Medio Oriente”. Sono analisi e iniziative e l’articolo “Israele, guerra e pena capitale” del 31 marzo.
Ancora, spostandosi nel Vecchio continente, l’articolo del Centro Studi Problemi Internazionali (CeSPI) “Europa allargarsi o compiersi?” Un bivio da superare lo impone la geopolitica”.
Infine, come ogni anno, di Maurizio Steffenino è la poesia per una delle festività più care ai credenti.
Un caro augurio di Buona Pasqua a chi, con benevolenza, ci segue.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
