Amici e simpatizzanti di Politica
il 25 Aprile, festa della Liberazione, è alle porte. Un’altra, quella del 1° maggio, la festa dei lavoratori, è subito lì a seguirla. Poco sotto si parlerà di un’altra celebrazione.
Si stanno vivendo giorni preoccupanti e nonostante queste crescenti pressioni politiche e sociali, la posizione del Continente europeo, come si potrà leggere nel focus del 22 aprile dell’ Istituto Studi Politica Internazionale(ISPI), di certo non aiuta. Lo dimostra lo stesso titolo: “UE-Israele, il dilemma europeo”. Considerato ciò che sta succedendo nel mondo, giorni addietro su “Avvenire”, giornale della Chiesa cattolica, è stata avanzata la proposta di sostituire nel giorno della festa della Repubblica, il 2 giugno, in qualità di costruttori di pace “la parata militare con un corteo senza divise e senza armi”. La Fondazione La Pira l’ha prontamente accolta, perché perfettamente in linea con il discorso fatto da Giorgio la Pira a Ginevra, nel 1954, sul valore delle città. “Oggi ci troviamo – si legge – sullo stesso crinale apocalittico: da un lato la minaccia nucleare, dall’altro la pace”.
Si è accennato poco sopra alla posizione dell’ Europa nei riguardi di Israele, ma veniamo per un attimo anche all’ Italia. Il governo ha accettato di portare gli stanziamenti delle spese militari al 5% del PIL, mentre economia e produttività nazionali languono e sanità e istruzione, per non parlare d’altro, annaspano. Il Paese non sta solo franando, si è impoverito e sta decadendo. Qualcuno potrà obiettare che avanzare siffatte iniziative sul dissenso alla guerra lasciano il tempo che trovano, eppure è anche vero che mobilitazioni popolari sono riuscite a produrre cambiamenti, a capovolgere lo status quo e fare la Storia. Anche la nostra Costituzione all’ articolo 11 – è bene ricordarlo – ripudia la guerra e tale articolo rientra nel numero degli articoli fondativi della Carta costituzionale. Come se non bastasse -ed è sempre di questi giorni – è pervenuta sui social la notizia che il mancato Premio Nobel alla Pace adesso si batte, non soddisfatto delle guerre in corso, per bloccare una risoluzione dell’ ONU contro la crisi climatica. Ma ormai è visibile a tout le monde che siamo di fronte a cambiamenti atmosferici conclamati e il respiro del vento e il calore del mare ne sono un segno. Pozzallo, nata sul mare e ultimo hot spot europeo, dopo Lampedusa, saprà fare la sua parte, si spera, anche su questo tema.
Ritornando alla situazione bellica mondiale si segnalano alcuni articoli. Quello di Anna Foa, apparso su “La Stampa” il 12 aprile, dal titolo “ Se i massacri in Libano diventano le medaglie della “Grande Israele””; l’intervista di Giacomo Galeazzi ad Andrea Riccardi: “Se crolla la nazione libanese rischiamo una guerra senza fine”; l’ articolo di Gian Paolo Masone, pubblicato su “La porta di vetro” il 13 aprile, dal titolo “Niente davvero più in comune tra Papa Leone XIV e il presidente Trump”. E ancora , l’ articolo, proposto da Gian Paolo Zara, apparso su quotidianosanità.it del 20 marzo ’26 di Giovanni Rodriguez, “Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in un’emergenza globale”. Si propone ancora, con la prefazione di Antonio Giordano, il libro di Pier Antonio Carnemolla “L’ abito laico di Giorgio La Pira”. Analisi bibliografica per temi (2000-2025), Edizioni Polistampa 2026. Questo specifico argomento è spunto per informare che è stato formalizzato, all’ interno dell’ associazione Politica l’ avvio del gruppo territoriale “Noi con La Pira”. A detto gruppo sono pervenute alcune delle iniziative locali da parte dell’ ANPPIA, legate al 25 aprile e non solo, e una della FIDAPA sul benessere delle donne prossime a partorire e i loro neonati in Guinea-Bissau.
Ultimo, ma non ultimo il prossimo appuntamento di Politica, che si svolgerà mercoledì 20 maggio, con la presentazione del libro “Servono ancora le regioni? Per una storia del regionalismo in Italia” di Isaia Sales e Pietro Spirito. Condurrà Francesco Pallante. La sede dove avrà luogo l’ incontro sarà comunicata con la prossima news.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
