Amici e simpatizzanti di Politica
Il Project Freedom dì Donald Trump per Il ripristino della navigazione nello stretto di Hormuz non solo non convince i mercati, ma rischia di riaccendere le ostilità. Tutto ciò è ben scritto nell’informativa ISPI, pervenuta il 5 maggio, dal titolo “Hormuz, Project Freedom e venti di guerra”. Eppure da parte dei più, della massa inascoltata, è sempre più forte il desiderio di mettere al bando le guerre, tutte le guerre. Nello scorso 2025, per non andare tanto lontano, è stato soprattutto il Vaticano, nella persona del Papa americano appena eletto, Leone XIV, a dedicarsi a tale sforzo. Le ostilità avviate in Iran, per la tracotanza dei due leader, il primo, Benjamin Netanyahu, per motivi storico ideologici, il secondo, Donald Trump, per bieco imperialismo, hanno avviato un gioco al massacro che si sta rivelando molto pericoloso per l’intero mondo.
Per contrastare un pochetto questo buio che sembra sovrastare, ricorderò una bella sensazione provata in uno dei giorni appena trascorsi, il Primo maggio. Erano anni che non partecipavo alla manifestazione!
Non ho preso parte al corteo. Ho atteso che le varie compagini del lungo serpentone arrivassero fino a Piazza Castello, dove si sarebbe detto del “lavoro dignitoso”. Molti gli striscioni presenti, ma uno mi ha particolarmente colpito per la freschezza e linearità. Non so come spiegarmi. Profumava di pulito, era un quadratone bianco, portato da giovani, con la scritta: “guardare al futuro”. Sono andata via da lì speranzosa, ed è con quel medesimo sentimento, pur ben conscia della crisi demografica in cui versa la nostra Bella Italia, che ora mi appresto a proporre svariati articoli. Anticipo che spaziano molto. Si va da “Il realismo della carità. Contro populismi ed elitarismi” scritto dall’attuale presidente dell’Acli, Giuseppe Notarstefano, ai “mal di pancia” di un PD , al suo diciottesimo compleanno, di cui scrive Niccolò Carratelli, di fronte all’uscita dal partito di Marianna Madia. A proposito di debita attenzione ai malesseri nazionali, per rimanere, a chilometro zero, ai nostri locali, un’altra proposta di lettura riguarda l’editoriale di Gian Paolo Masone, sulle ormai vicine elezioni comunali, in cui si avverte Stefano Lo Russo,attuale Sindaco di Torino, che “agguantare il bis, non sarà una passeggiata”.
Il sentore dì sfiducia, più che di indifferenza, non si annida solo tra i torinesi, in quanto travalica i confini nazionali. Per via del caos mondiale, di cui ho detto all’inizio, l’articolo del CeSPI “Cipro, Barcellona, Roma. Le domande aperte per l’Unione europea” offre un’ampia disamina sulle condizioni in cui ci si trova. In modo particolare sul problema energetico. Tema questo affrontato anche da Leonardo Becchetti e qui riportato nel relativo articolo, apparso su “Avvenire”, citato in Next Nuova Economia. L’economista ribadisce che il problema energetico non è l’approvvigionamento; lo è anche, ma essenziale è inquadrare la “disponibilità energetica” in un piano organico e strutturale di produttività del Paese.
La questione dei nodi strutturali, tuttavia, non riguarda solo l’energia.
Occorre capire il mondo, guardare il cambiamento. E lo devono fare soprattutto i giovani. A loro, promettenti leader, tra i 20 e i 35 anni, è stata dedicata la Next 2026, che è tornata a Milano. Qui, come si legge nell’Informativa ISPI, si è offerto “uno spazio di confronto e dialogo sulle principali sfide globali con leader politici e figure di spicco del mondo istituzionale, accademico e del business”.
Ultimo, ma non ultimo, l’ articolo del 6 maggio, su “ l’ emancipazione digitale e difesa dei diritti” di padre Paolo Benanti, apparso su ”Il Sole 24 Ore” e, sempre del 6 maggio, l’informativa dell’ISPI “La guerra al Papa che può costare cara a Trump”.
Nello scusarmi per questo non breve preambolo, invito a partecipare numerosi alla prossima iniziativa di Politica.
Il 20 maggio, in Città, all’Educatorio della Provvidenza, Sala gialla, alle ore 18, verrà presentato il libro “Servono ancora le Regioni?” di Isaia Sales e Pietro Spirito,Colonnese ed., 2025.
Si tratta del percorso storico delle diversità, funzioni e disfunzioni delle Regioni italiane dall’Unità a oggi.
Presenti gli Autori, si intratterranno e dialogheranno con Francesco Pallante, costituzionalista.
Con stima e simpatia
Adriana Vindigni
