Gian Paolo Zara propone la lettura del libro di Michele Ainis: “Fascismo bianco” ed. Garzanti.

Questo è il tempo della paura: guerre, crisi climatica, pandemie, migrazioni, diseguaglianze. Di fronte a tutto ciò, accettiamo di sacrificare la libertà in nome della sicurezza. Ed è proprio così che si consuma la regressione costituzionale: parlamenti esautorati, giudici delegittimati, stampa intimidita, manifestazioni represse. Michele Ainis documenta questa parabola e fornisce una definizione eloquente della deriva illiberale che dietro le apparenze della normalità democratica attraversa l’Occidente: fascismo bianco. Oggi l’autoritarismo opera infatti in maniera occulta, senza servirsi di parate o proclami, ma mosso dallo stesso obiettivo che ha caratterizzato i totalitarismi del secolo scorso: la formazione di un pensiero unico. Dalla crisi della legalità internazionale al tramonto dell’ONU, dal modello Trump al governo nazional-populista di Netanyahu, dalla Francia dello stato d’eccezione permanente all’Inghilterra del Piano Ruanda, fino all’Italia dei decreti d’urgenza, dei manganelli sugli studenti, del dissenso trasformato in reato e delle carceri stracolme, questo libro è un appello a riconoscere il vento autoritario che soffia sul nostro tempo – e a decidere dache parte stare.
Gian Paolo Masone propone la lettura del libro scritto da Rosa Hartmut: “Perché la democrazia ha bisogno della religione” ed. Il Mulino

Un «cuore capace di ascoltare»: la religione al tempo della società accelerata
Stato e Chiesa: un’alleanza che serve e fa bene a tutti, oggi più che mai
A che serve la religione nella società del nostro tempo? È solo un anacronismo? O una sorta di superstizione da vivere in privato ma di cui non discutere in pubblico? Ma cosa accadrebbe alla democrazia se la «risonanza» della religione dovesse svanire del tutto? Una domanda fondamentale, a cui questo piccolo libro risponde inducendoci a ripensare alla religione e alla sua funzione nelle democrazie contemporanee. Hartmut Rosa rileva che essa favorisce una cultura del dialogo, dell’ascolto e della riflessione, consentendoci così di creare legami con gli altri e di sperimentare il nostro mondo così denso di significato. Questo aiuta i cittadini a coltivare una sensibilità democratica che può fare da àncora in tempi instabili. Con la finezza di sguardo che gli è propria, l’autore s’arrischia a riflettere su cosa accadrebbe se il secolare patrimonio di saggezza distillato nella religione andasse dissolto nella temperie ultramoderna.
Hartmut Rosa insegna Sociologia generale all’Università Friedrich Schiller di Jena e dirige il Max-Weber-Kolleg di Erfurt. Il suo libro «Resonanz. Eine Soziologie der Weltbeziehung» (2017) si è presto imposto come testo di riferimento nella sociologia critica. Tra le sue opere tradotte in italiano segnaliamo: «Accelerazione e alienazione. Per una teoria critica del tempo nella tarda modernità» (Einaudi, 2015) e «Indisponibilità. All’origine della risonanza» (Queriniana, 2024).
